Lunedì 31 gennaio, nella festa di Don Bosco, la Santa Messa delle ore 19 sarà sostituita dalla Messa delle ore 21 presso il Castello Canalis.

Porta della Cappella dal Salone del Castello (foto Carlo Pizzocaro)

Che intima e intensa sensazione si ha celebrando l’eucarestia su un altare dove ha officiato un santo? Che struggente commozione potrà provare don Carlo Pizzocaro, parroco di Cumiana, a cingere le vesti indossate nelle funzioni liturgiche da San Giovanni Bosco?

 

Don Bosco al Castello della Costa

Paramenti che i conti di Provana hanno offerto a Don Bosco quando venne a celebrare messa nella cappella del castello della Costa. Così ogni anno, in accordo con la proprietà, don Carlo commemora le funzioni che il santo fece nella cappella del castello, con una Santa Messa il giorno della festa di San Giovanni Bosco, fondatore dei Salesiani e Patrono della Gioventù.

 

Il passaggio ai Provana

Dopo la metà dell’800, il Castello della Costa, presso Cumiana, vecchio maniero già trasformato in dimora gentilizia nel XVII secolo passò ai Provana di Collegno. Nel 1864, con la morte dell’ultimo conte Canalis, il castello ebbe diversi passaggi di proprietà: dai conti Ferrero Gubernatis di Ventimiglia, poi, con l’intermezzo di vari notabili privati, alla famiglia Provana di Collegno.

 

Una cappella in mezzo a tante opere d’arte

Sui pilastri ai lati del cancello di ingresso si trovano le statue di due cavalli marini. “Due cavalli marini in marmo di Carrara” dello scultore luganese Bernardo Falconi che dal 1664 lavorava alla corte di Casa Savoia. All’interno il grande salone di rappresentanza fu fatto affrescare negli anni Trenta del Settecento dal conte Ludovico Canalis. La decorazione, eseguita a trompe-l’œil, verosimilmente è di mano dei fratelli Pozzo, artisti operosi a corte. Sulla volta è rappresentato un guerriero affiancato da due putti angelici e da un personaggio in sella ad un leone, che richiama il leone raffigurato nello stemma di famiglia dei Canalis. Proprio da questo imponente salone che si accede alla piccola cappella privata in stile barocco.

 

Don Bosco e i conti di Provana

Il rapporto tra San Giovanni Bosco e i conti di Provana è accertato. Le memorie biografiche volume 9 riportano: “l Cavalier Oreglia a nome di Don Bosco compra una nuova macchina tipografica – Letture Cattoliche – Don Bosco annunzia ai giovani la solenne esposizione delle Quarantore nella chiesa di Maria Ausiliatrice – Sua risposta al Cav. Zaverio Collegno di Provana che lo invita a Cumiana per dare un esame letterario ai suoi figli – Parlate serali agli alunni dell’Oratorio, fatte da qualche superiore in assenza di Don Bosco – Annunzio di una bella offerta per grazia ricevuta da Maria – Giungono a Roma le notizie dell’Ottavario di Valdocco e a Torino quelle di Roma – Invito sacro per le Quarantore: predica Mons. Galletti – Il Vescovo di Casale ringrazia Don Bosco pel dono di una collezione completa delle Letture Cattoliche e di altri libri – D. Bosco accetta due giovani raccomandati dalla direzione delle ferrovie – Non vuole, che nell’Oratorio vi sia spazio non occupato dai giovani – Va a Cumiana –”.

 

Le origini dell’Istituto di Cumiana

La stessa scuola Don Bosco di Cumiana riferendosi alle origini dell’Istituto: “I Flandinet vivevano in una villa circondata da case contadine, in familiari rapporti con gli agricoltori della loro vasta e non molto fertile fattoria delimitata da due piccoli torrenti, il Noce e il Chiaretto. Tra quei due piccoli torrenti nel 1866 Don Bosco ed i suoi ragazzi venivano in gita a respirare aria pura di campagna, ospiti dei conti di Provana di Collegno e della famiglia Flandinet.
Fra quei due torrenti, anni dopo, dovevano tornare i suoi figli”.

 

La messa in onore di Don Bosco

Lunedì 31 gennaio, nella festa di Don Bosco, la Santa Messa delle ore 19 sarà sostituita dalla Messa delle ore 21 presso il Castello Canalis.

 

Il testamento del Santo

Dal testamento di Don Bosco ai salesiani: “…Il vostro primo Rettore è morto. Ma il nostro vero Superiore, Cristo Gesù, non morrà. Egli sarà sempre nostro Maestro, nostra Guida, nostro Modello. Ma ritenete che a suo tempo Egli stesso sarà nostro Giudice e Rimuneratore della nostra fedeltà nel suo servizio. Il Vostro Rettore è morto, ma ne sarà eletto un altro che avrà cura di voi e della vostra eterna salvezza. Ascoltatelo, amatelo, ubbiditelo, pregate per lui, come avete fatto per me. Addio, o cari figliuoli, addio…”

GRAZIELLA LUTTATI