La contralto Rosy Zavaglia è nota ai pinerolesi non solo per le sue prestazioni canore, ma anche per la grande passione che mette nella crescita dei ragazzi nella musica (progetto “I have a Dream”). Cantante lirica dal colore caldo, ha al suo attivo il debutto di moltissimi ruoli in teatri di tutta Italia. Con l’associazione Ariadie20 sarà protagonista del concerto “Stabat Mater”, in programma sabato 9 aprile alle ore 20.45 nella basilica di San Maurizio.

Rosy Zavaglia

Rosy, come è nata l’idea del progetto?

Il progetto “nicchiava” in un cassetto da diverso tempo. La nostra Associazione sta agendo sul territorio pinerolese soprattutto nell’ambito dell’opera lirica attraverso stagioni operistiche vere e proprie e attraverso progetti legati alla formazione dei ragazzi, a cui ci rivolgiamo sempre con occhio attento di chi nutre in questa generazione grandi speranze.

Il repertorio sacro ci ha sempre stuzzicato. Personalmente, mi sono spesso esibita come interprete in diverse parti dell’Italia, in Francia e in Germania con repertori di questo genere. In occasione delle celebrazioni per la ricorrenza della nascita mozartiana nel 2006 ho anche inciso il Requiem per la rivista Panorama.

Ed eccoci finalmente a poter proporre anche ai cittadini pinerolesi un siffatto repertorio: è importante che il territorio, secondo noi, abbia la più vasta gamma di offerta musicale possibile così da impegnare le risorse economiche sul territorio e vedere spettacoli di livello.

Rivolgerci a monsignor Olivero e trovare il suo completo appoggio è stato per noi motivo di ulteriore orgoglio. Significa che il progetto interessa a chi della cultura sacra ha fatto la propria missione di vita.

Come Associazione ci siamo quindi messi in gioco opzionando, secondo noi, uno dei titoli più immediati, che arriva al cuore delle persone per la sua potenza espressiva: “Stabat Mater – Sotto la stessa croce”. Non serve dire che mai come in questo periodo ci siamo trovati a dover condividere una croce, mai come oggi la bellezza va tutelata per garantire un futuro ai nostri figli, mai come oggi riflettere su quanto vita e morte siano estremamente collegati sia importante. Ecco perché durante la serata l’intervento di monsignor Olivero sarà determinante: le sue parole saranno un valido spunto di riflessione, prima che la musica termini magistralmente il lavoro.

 

Perché la scelta dello Stabat Mater di Pergolesi?

Sicuramente un po’ per il legame che lo “Stabat Mater” ha con il periodo di preparazione alla Pasqua e un po’, come accennavo, per il fatto che in questo momento specifico siamo tutti sotto una stessa croce… madri, padri, figli, uomini, donne, bambini, uniti a pregare per il bene comune: la pace. Farlo attraverso la musica è la più grande comunicazione. La musica, con il suo senso di universale, di bello, di sublime, ci aiuta a trovare quel conforto che il mondo così frettoloso spesso non sa darci.

Lo “Stabat Mater” di Pergolesi è stata una mia scelta personale, condivisa solo successivamente con gli altri. Credo di essere intimamente affezionata a quest’opera. È stato il primo spartito integrale di musica sacra che acquistai per esibirmi da solista dopo la mia laurea in Conservatorio.

 

E gli altri brani?

Il corollario degli altri brani è stato condiviso con il direttore dell’orchestra, il maestro Battagion. Abbiamo cercato di unire e far fluire la musica come si uniscono e fluiscono i pensieri, creando un fil rouge che li attraversa.

L’Adagio di Barber ha un’intensità espressiva davvero incredibile: è come se ogni corda di ciascun arco che suona facesse vibrare le corde della nostra anima, in un atteggiamento che oscilla tra la mestizia e la riflessione.

Infine la “Sinfonia al Santo Sepolcro”, attraverso la sua stupefacente e sensuale drammaticità, ci accompagna nel cammino dell’uomo ancora cieco verso quella, inconsapevole che quello è solo l’inizio del cammino verso la resurrezione. Non dimentichiamo che Vivaldi è il nostro caposaldo del Barocco italiano, la sua genialità è una gloria tutta italiana.

INTERPRETI

Oltre a Rosy Zavaglia si esibiranno artisti di altissimo livello.

  • La soprano, Eugenia Braynova, artista del Teatro regio di Torino. Il suo timbro colpisce per la nitidezza e per il volume, nonché per l’estensione. Interprete di grande spessore di molti ruoli sopranili, è stata Violetta nella Traviata portata in scena a Pinerolo nel 2019.
  • Il direttore, Lorenzo Battagion, diplomato in canto e pianoforte, artista del teatro regio di Torino, baritono di altissimo livello (lo ricordiamo in Figaro e Rigoletto a Pinerolo rispettivamente nel 2019 e 2021), da alcuni anni si dedica anche alla direzione d’orchestra portando in giro per il nord Italia concerti soprattutto sacri di grande impatto musicale.
  • L’orchestra d’archi è formata da validi professionisti; all’organo il maestro Leonardo Nicassio.