Per riflettere ad ampio raggio sulla situazione dell’accoglienza dei profughi ucraini Caritas Pinerolo ha programmato per giovedì 31 marzo alle ore 18 un webinar che sarà trasmesso sul canale YouTube di Vita Diocesana. Interverranno, tra gli altri, il vescovo Derio, il direttore della Caritas Rocco Nastasi e il Coordinatore Migrantes Piemonte e Valle d’Aosta Sergio Durando, nonché alcuni operatori di ONG attive in Ucraina.

L’accoglienza a Pinerolo

I pinerolesi hanno risposto con grande generosità all’appello lanciato dalla  Caritas per far fronte all’emergenza dei profughi ucraini. Al momento sono un centinaio le disponibilità per l’accoglienza e, grazie alle offerte raccolte, il direttore della Caritas, Rocco Nastasi, ha potuto fare un bonifico di 12mila euro a Caritas Italia per aiutare direttamente la Caritas Ucraina.

Sul fronte dell’accoglienza lo scorso 16 marzo a Luserna San Giovanni, presso Casa Gabriele, si è tenuta una cena di benvenuto per i profughi ucraini arrivati sul territorio. All’iniziativa hanno partecipato anche il vescovo e i parroci della Val Pellice.

«Ci spezza il cuore – ha detto monsignor Derio – vedere immagini di guerra reale e tragica come sta avvenendo. Ci tenevo a incontrare questi fratelli e queste sorelle che ospitiamo tramite la Caritas, in questa Casa Gabriele dove sono ospitate già persone che hanno bisogno di aiuto. Ci auguriamo che la guerra finisca presto, ma sicuramente ci auguriamo anche che tanti ci aiutino ad accogliere quelli che devono scappare e vengono qui».

Il direttore della Caritas, Rocco Nastasi, fa il punto della situazione: «con l’appello che abbiamo fatto nelle settimane scorse sono arrivate moltissime offerte di aiuto: ci sono famiglie che mettono a disposizione un alloggio completo o una parte della loro casa. Questa disponibilità ci permette di fare una prima accoglienza in Casa Gabriele e ci dà qualche giorno per conoscere queste persone e capire quali sono i reali bisogni dei nuclei. Dopodiché li trasferiamo direttamente negli alloggi messi a disposizione. C’è una squadra che sta facendo i sopralluoghi per verificare l’effettiva disponibilità di queste famiglie e per cercare di abbinare i bisogni con gli spazi disponibili». E aggiunge: «ci siamo accorti che non è sufficiente soltanto pensare alla sistemazione, ma è importante creare anche una rete di supporto che abbiamo articolato in due gruppi.

Un primo gruppo si occuperà esclusivamente di mantenere i rapporti con queste persone per farle sentire parte della comunità. Un altro gruppo, invece, si occuperà dell’inserimento dei bambini nei percorsi scolastici. Per quanto riguarda i minori non accompagnati il Ministero dell’Interno ha dichiarato che devono passare attraverso i tribunali e gli enti locali. Nello specifico della nostra diocesi l’ente preposto per il passaggio dei minori non accompagnati è il CISS».