Lo scorso anno pastorale è stato Caravaggio a fare la parte del leone. Monsignor Derio Olivero, appassionato di arte, a più riprese ha presentato celebri dipinti del pittore in brevi (circa un’ora), ma intense e partecipatissime, conferenze in cui accostava all’aspetto artistico quello spirituale.

«Su questa linea quest’anno la Diocesi propone un analogo cammino con il linguaggio musicale – spiega il vescovo –. Questo è il primo di serie di incontri in cui, con lo stesso stile dell’arte figurativa, ci approcciamo ad una grande opera musicale, come il Requiem di Wolfgang Amadeus Mozart».

L’esecuzione del concerto, che andrà in scena domenica 11 novembre (alle ore 15.30) nel Teatro Sociale di Pinerolo, sarà introdotto dal punto di vista artistico dal maestro Mario Cappellin che dirigerà l’opera. Monsignor Olivero ne curerà invece la presentazione “esistenziale”.

«La vicinanza della festività dei Santi e la ricorrenza dei defunti – prosegue il vescovo – ha suggerito quest’opera che può essere una bella occasione per meditare sulla morte e sulla fede cristiana alla prova della morte. Le fonti storiche ci dicono che Mozart scrisse quest’opera nel 1791 pensando al suo funerale (morirà il 5 dicembre del medesimo anno) e quindi in questa composizione si uniscono profondamente la dimensione artistica e quella esistenziale. Mozart si mise di fronte alla sua stessa morte».

La composizione del Requiem è, però, in parte avvolta dal mistero. L’opera gli fu commissionata dal Conte Franz von Walsegg zu Stuppach, per la morte della moglie avvenuta il 14 febbraio 1791, ma la richiesta era quella mantenere la massima segretezza. L’opera rimase incompiuto a causa della morte di Mozart e venne successivamente completata da Franz Xaver Süssmayer sulla base degli appunti dell’autore.

Mario R. Cappellin che nel 2006 diresse questa composizione nella Cattedrale di Pinerolo in occasione dei Giochi Olimpici, salirà sul palco del Sociale con il Coro Femminile Ensemble Vocale Arcadia, il Coro Eufonè e il Coro Mozart che verranno accompagnati dall’Orchestra Sinfonica Giovanile del Piemonte.

«I solisti – spiega Cappellin – sono stati selezionati con apposite audizioni. Sono tutti giovani perché rientra nella filosofia della Fondazione Cappellin lanciare giovani cantanti che, in questo caso, avranno la possibilità di esibirsi con un’orchestra importante». Questi i nomi dei solisti: Fabiola Salaris (soprano); Mara Gaudenzi (contralto); Nicola Ciancio (basso) e Vasco Maria Vagnoli (tenore).