«Infine noi siamo tutti di Dio, senza riserva, senza divisione, senza nessuna eccezione e senza altra pretensione che quella di onorarlo». Sono parole di San Francesco di Sales il cui cuore oggi è stato venerato nella cappella del Monastero della Visitazione di Pinerolo dalle monache e da molti fedeli. Anche le reliquie, infatti, sono uno strumento per indicare la presenza di Dio. Lo hanno capito quanti sono entrati oggi nella cappella, avvolta in un silenzio orante. E lo hanno spiegato le monache citando Papa Benedetto XVI:

«Le reliquie ci indirizzano a Dio stesso: é Lui infatti che, con la forza della sua grazia, concede ad esseri fragili il coraggio di testimoniarlo davanti al mondo. Invitandoci a venerare i resti mortali dei martiri e dei santi, la Chiesa non dimentica che, in definitiva, si tratta sì di povere ossa umane, ma di ossa che appartenevano a persone visitate dalla Potenza viva di Dio. Le reliquie dei santi sono tracce di quella presenza invisibile ma reale che illumina le tenebre del mondo, manifestando il Regno dei cieli che è dentro di noi».

L’esposizione del cuore del santo coincide con il 400° anniversario della morte di Francesco di Sales che fu a Pinerolo proprio nel 1622.

«Era stato Papa Gregorio XV, il 22 maggio 1622, ad affidargli l’incarico di presiedere, in suo nome, il Capitolo Generale dei Padri Riformati di San Bernardo della Congregazione Folliense – spiega don Giorgio Grietti, direttore dell’Archivio Diocesano -. Detto Capitolo era stato convocato all’Abbazia di Santa Maria di Pinerolo che nel 1590 era stata affidata ai Foglianti (detti anche Benedettini Bianchi). Il soggiorno pinerolese durò una ventina di giorni. Nei giorni in cui fu libero da impegni per il Capitolo, esercitò il suo ministero episcopale all’Abbazia e in Pinerolo. Nella chiesa abbaziale predicò, confessò, conferì gli ordini minori, celebrò le cresime. In particolare funzionò in città nell’oratorio di San Francesco e di Santa Croce, eretto nel 1620 per ospitare le celebrazioni della Confraternita di San Francesco». Ma non solo.  A Pinerolo il santo predisse «affermando “qui un giorno vi saranno le mie figlie”, la venuta delle Visitandine a Pinerolo. In effetti queste dodici anni dopo raggiunsero Pinerolo e nel 1643 entrarono in possesso del palazzo dei Porporato realizzando la profezia del Fondatore».

Le monache della Visitazione hanno voluto ricordare questa ricorrenza proponendo anche una conferenza, in programma per mercoledì 15 giugno alle ore 20,45 nella Chiesa del Monastero. Don Michele Molinar, sacerdote salesiano, Vicario dell’ispettoria salesiana Piemontese, nella Chiesa del Monastero, interverrà sul tema “Cuore e totalità del dono”.

L’incontro è aperto a tutti e in modo particolare ai giornalisti di cui san Francesco di Sales è patrono.