Nel mese di ottobre la Chiesa ricorda con intensità la sua vocazione missionaria. Mette tutti noi di fronte al nostro stato di «Io sono una missione su questa terra, e per questo mi trovo in questo mondo. Bisogna riconoscere sé stessi come marcati a fuoco da tale missione di illuminare, benedire, vivificare, sollevare, guarire, liberare» (Evangelii Gaudium n. 273).

Per attuare il nostro stato di “missione” dobbiamo essere aperti ed andare verso l’altro per accoglierlo. Sia egli un nostro famigliare, un amico, un vicino di casa, un collega od una persona estranea che arriva da lontano. Ci ricorda ancora Papa Francesco di imparare sempre a «a togliersi i sandali davanti alla terra sacra dell’altro».

Ma noi «missioni viventi in virtù del battesimo ricevuto» ci comportiamo sempre così? O siamo piuttosto chiusi in noi stessi e non vediamo neppure chi ci sta accanto, affannati come siamo a correre per il successo individuale, a comprare sempre più prodotti da consumare, a guardare con diffidenza e paura chi viene da lontano?

Il mese missionario ci aiuta a riflettere, consigliandoci percorsi di sobrietà e vicinanza da seguire per realizzare la “missione come stile di vita”.

Per l’ottobre missionario e per la “Giornata missionaria mondiale” la fondazione Missio (che in Italia rappresenta le Pontificie Opere Missionarie) si ispira al Sinodo dei vescovi che si sta svolgendo a Roma, dedicato al tema “I giovani, la fede ed i discernimento vocazionale”. Lo slogan scelto da Missio per la Giornata Missionaria Mondiale è “Giovani per il Vangelo”, con il riferimento ai giovani che offrono la loro vita per l’annuncio e la testimonianza del Vangelo. Al tempo stesso ci ricorda anche che la missione evangelizzatrice richiede sempre e comunque di essere giovani. Come scrive Papa Francesco: «Dio è colui che rinnova sempre, perché Lui è sempre nuovo: Dio è giovane!»

Dunque uno slogan perfettamente missionario che ci fa superare la frontiera anagrafica, spesso causa di incomprensione. Siamo quindi missionari aperti gli uni verso gli altri ed in particolare in questo momento i vecchi ascoltino le istanze dei giovani mentre i giovani, come ha ricordato Papa Francesco, parlino con i vecchi, mettendo in opera una dinamica nuova stagione evangelizzatrice, perché «la trasmissione della fede, cuore della missione della Chiesa, avviene per il contagio dell’amore, dove la gioia e l’entusiasmo esprimono il ritrovato senso e la pienezza della vita».

La Veglia missionaria diocesana sarà celebrata nella chiesa parrocchiale di Perosa Argentina il 17 ottobre alle ore 21 e sarà presieduta dal vescovo mons. Derio Olivero.

La Giornata missionaria mondiale sarà celebrata domenica 21 ottobre. Come ha ricordato più volte Papa Francesco le offerte di quel giorno devono essere completamente destinate alle Pontificie Opere Missionarie, per testimoniare che la Chiesa si riconosce universale e permettere la cooperazione tra le chiese di tutto il mondo.

 

Lucy e Francesco Pagani

Centro Missionario Diocesano