Cosa dice il protocollo sulla «Graduale ripresa delle celebrazioni liturgiche con il popolo»? È stato firmato alla Presidenza del Consiglio giovedì 7 maggio e avrà valore dal 18 maggio. A una lettura attenta si deduce che le norme sono né più né meno quella di tutte le altre attività e iniziative in questo periodo di transizione tra la fase più acuta del coronavirus e il graduale e lento ritorno alla normalità. È diviso in cinque parti: accesso; igienizzazione; comunicazione; altri suggerimenti.

1) ACCESSO – A) L’accesso individuale ai luoghi di culto deve avvenire «in modo da evitare ogni assembramento nell’edificio e nei luoghi annessi, sacrestie e sagrato». B) Il legale rappresentante individua la capienza massima dell’edificio, tenendo conto della distanza di sicurezza, «almeno un metro laterale e frontale». Quindi non c’è un numero uguale per tutte le chiese, dipende dalla capienza. C) L’accesso alla chiesa resta contingentato e regolato da volontari e/o collaboratori che – indossando i dispositivi di protezione, guanti monouso e un segno di riconoscimento – favoriscono l’accesso e l’uscita e vigilano sul numero massimo di presenze consentite. Se «la partecipazione supera significativamente il numero massimo di presenze consentite, si consideri l’ipotesi di incrementare il numero delle celebrazioni liturgiche». D) Per favorire un accesso ordinato – rispettando la distanza di 1,5 metro – «si utilizzino, se presenti, più ingressi, eventualmente distinguendo quelli per l’entrata da quelli per l’uscita. Durante entrata e l’uscita dei fedeli le porte rimangano aperte per favorire un flusso più sicuro ed evitare che porte e maniglie siano toccate». E) I fedeli «sono tenuti a indossare le mascherine». F) Si ricordi che «non è consentito accedere al luogo della celebrazione in caso di sintomi influenzali/respiratori o in presenza di temperatura pari o superiore ai 37,5° C». G) Si ricordi che «non è consentito l’accesso al luogo della celebrazione a coloro che sono stati in contatto con persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti». H) Si favorisca, per quanto possibile, l’accesso delle persone diversamente abili, prevedendo luoghi appositi per la loro partecipazione.

2) IGIENIZZAZIONE DEI LUOGHI E DEGLI OGGETTI – A) I luoghi di culto, sacrestie comprese, «siano igienizzati al termine di ogni celebrazione, mediante pulizia delle superfici con idonei detergenti antisettici». Si favorisca il ricambio dell’aria. B) Al termine di ogni celebrazione «i vasi sacri, le ampolline e altri oggetti utilizzati, microfoni compresi, vengano accuratamente disinfettati. C) Si continui a mantenere vuote le acquasantiere.

3) ATTENZIONI DA OSSERVARE NELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE – A) Per favorire il rispetto delle norme, «è necessario ridurre al minimo la presenza di concelebranti e ministri, che sono tenuti al rispetto della distanza anche in presbiterio». B) «Può essere prevista la presenza di un organista, ma si ometta il coro». C) «Si continui a omettere lo scambio del segno di pace». D) «La distribuzione della Comunione avvenga dopo che il celebrante e l’eventuale ministro straordinario avranno curato l’igiene delle loro mani e indossato guanti monouso; gli stessi – indossando la mascherina, avendo massima attenzione a coprirsi naso e bocca e mantenendo un’adeguata distanza – abbiano cura di offrire l’ostia senza venire a contatto con le mani dei fedeli». In sostanza, il protocollo non dice se la Comunione va distribuita sulla mano o in bocca: l’importante è non venire «a contatto con le mani dei fedeli». E) «I fedeli assicurino il rispetto della distanza sanitaria». F) «Non è opportuno che nei luoghi destinati ai fedeli siano presenti sussidi per i canti o di altro tipo», quindi niente libretti dei canti nei fogli con i testi delle letture. G) Per le offerte «non siano raccolte durante la celebrazione, ma in appositi contenitori, collocati agli ingressi o in altro luogo idoneo». H) Queste norme valgono per tutte le celebrazioni liturgiche: Eucaristia, Battesimo, Matrimonio, Unzione degli infermi ed esequie: è rinviata la celebrazione della Confermazione (Cresima). I) Il sacramento della Penitenza «sia amministrato in luoghi ampi e areati, che consentano il rispetto del distanziamento e la riservatezza richiesta dal sacramento. Sacerdote e fedeli indossino sempre la mascherina».

4) ADEGUATA COMUNICAZIONE – A) L’ordinario renda noto i contenuti del protocollo con «modalità che assicurino la migliore diffusione». B) All’ingresso di ogni chiesa sarà affisso un manifesto con le indicazioni essenziali, tra cui: il numero massimo di partecipanti consentito secondo la capienza; «il divieto di ingresso per chi presenta sintomi influenzali/respiratori, temperatura corporea uguale o superiore ai 37,5° C o è stato in contatto con persone positive a SARS-CoV-2»; «l’obbligo di rispettare sempre la distanza di sicurezza, l’osservanza dell’igiene delle mani, l’uso di dispositivi di protezione a partire dalla mascherina che copra naso e bocca».

5) ALTRI SUGGERIMENTI – A) Se il luogo di culto non è idoneo al rispetto di queste indicazioni, «l’ordinario può valutare la possibilità di celebrazioni all’aperto, assicurandone la dignità e il rispetto della normativa sanitaria». B) «Si ricorda la dispensa dal precetto festivo per motivi di età e di salute». C) Si favoriscano le trasmissioni delle celebrazioni «in  streaming per la fruizione di chi non può partecipare alla celebrazione».

Pier Giuseppe Accornero