Una volta si chiamava “Apostolato della Preghiera”. Oggi è la “Rete Mondiale di Preghiera del Papa”. Cambia il nome, ma non lo spirito che anima questa realtà ecclesiale.

«L’Apostolato della preghiera – si legge nei “Nuovi statuti” –  diventando una rete di preghiera in tutto il mondo, esprime un rinnovato senso di comunione spirituale tra persone e gruppi che danno alla loro preghiera una proiezione apostolica e missionaria, in unione con il Sommo Pontefice. La chiamata del Signore ai suoi discepoli per andare “al largo” e “gettare la rete”  è ancora una volta profondamente attuale nel contesto globale del nuovo millennio. Da una parte, il nostro contributo è dato attraverso la diffusione delle intenzioni di preghiera che il Santo Padre, attento alle grandi sfide dell’umanità, propone a tutta la Chiesa e attraverso la nostra intensa preghiera per esse. D’altra parte, si realizza anche accogliendo, diffondendo e promuovendo le intenzioni di preghiera che le Chiese locali propongono ai loro fedeli. La preghiera per i bisogni dell’umanità e della Chiesa, proposta dal Santo Padre e dalle Chiese locali, genera intimità con Cristo, impegno per il servizio ed esercizio della misericordia. La comunione con il Signore dispone alla collaborazione e alla carità, sia in un modo personale che mediante un impegno di gruppo attraverso organizzazioni di assistenza o istituzioni sociali di vario tipo, in unione con altri credenti o con uomini e donne di buona volontà. In questo modo, l’Apostolato che proviene dalla Preghiera per le intenzioni del Santo Padre, oggi Rete Mondiale di Preghiera del Papa, mantiene e favorisce un’unione tra la fede e la vita quotidiana».

Anche a Pinerolo esiste un gruppo dell’Apostolato della Preghiera che fa base al Santuario del Sacro Cuore (Via Sommeiller, 42). Il prossimo appuntamento è in calendario per venerdì 1 febbraio alle ore 15,30. «Tutti sono invitati – spiega il direttore, padre Alan Hall – per un momento di preghiera e riflessione sulle intenzioni del mese del Santo Padre Francesco e i vescovi italiani, con l’Adorazione, vespri, rosario e Messa».