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Chiesa  

Addio a Enzo Bianchi, voce del dialogo interreligioso

Addio a Enzo Bianchi, voce del dialogo interreligioso

È morto all’età di 83 anni Enzo Bianchi, monaco e saggista fondatore della Comunità di Bose, l’amico mons. Debernardi ne ricorda il dolore per l’addio a Bose.

Si è spento il 1° settembre all’età di 83 anni Enzo Bianchi, monaco, saggista e riconosciuto esperto di biblismo, noto soprattutto per essere stato il fondatore della celebre Comunità monastica di Bose.

Nato a Castel Boglione, nell’Astigiano, nel 1943, Bianchi ha rappresentato per decenni un punto di riferimento spirituale e culturale per intere generazioni, contribuendo in modo significativo al dibattito ecumenico e alla riflessione teologica del post-Concilio Vaticano II.

La sua avventura monastica ebbe inizio nel 1965 nel Biellese, dove diede vita a un’esperienza comunitaria pionieristica caratterizzata dall’apertura all’ecumenismo e dalla riscoperta della Parola di Dio. Oltre alla guida della comunità — ruolo che ha mantenuto fino al suo avvicendamento nel 2017 — Bianchi si è distinto come fecondo autore e divulgatore, fondando la casa editrice Edizioni Qiqajon.

Protagonista di spicco della scena culturale e religiosa italiana, è sempre stato un convinto sostenitore del dialogo interreligioso e della pace. Nel corso della sua vita ha continuato a intervenire nei principali dibattiti teologici e di riforma della Chiesa, difendendo le riforme conciliari con profonda passione e vigore intellettuale.

Negli ultimi anni, provato da problemi di salute, si era progressivamente ritirato dall’attività pubblica. Una delle sue ultime apparizioni ufficiali risale al maggio scorso a Torino, in occasione della presentazione del volume di padre Antonio Spadaro.

Il ricordo di mons. Pier Giorgio Debernardi

Bianchi fu parecchie volte ospite nel Pinerolese, anche in virtù dell’amicizia con il vescovo emerito Pier Giorgio Debernardi: «La morte di Enzo Bianchi è per me una fonte di grande dolore – racconta Debernardi -; ero legato a lui da una forte amicizia che risaliva ai tempi in cui io ero un giovane prete e lui, studente di Sociologia, frequentava la cascina di don Cesare Massa (sacerdote di Vercelli) a Bose. Era un giovane riflessivo e profondo e dal temperamento forte e generoso».

Debernardi ricorda anche il doloroso distacco tra Bianchi e la comunità di Bose: «Gli sono stato vicino anche nei momenti dolorosi del suo allontanamento da Bose, una separazione per cui l’ho visto versare molte lacrime sincere, una separazione frutto di precipitazione a vari livelli a cui anche Papa Francesco ha voluto in qualche modo rimediare, scrivendo la prefazione del penultimo libro di Bianchi, come a lanciargli un incoraggiamento. Anche mons. Bettazzi, in punto di morte, ha avuto un pensiero per Bose, chiamando il vescovo di Biella per invitarlo a riportare la pace nella comunità. Sono certo che il Signore nella sua grandezza e bontà lo accoglierà tra le sue braccia, consolandolo delle amarezze vissute negli ultimi anni».

Il saluto a Fratel Enzo

Chi lo desidera potrà pregare per l’anima di Fratel Enzo Bianchi con la preghiera del Santo Rosario, mercoledì 2 settembre alle ore 21 nella Chiesa Parrocchiale di Castel Boglione (AT). La stessa chiesa ospiterà anche il funerale giovedì 3 settembre alle ore 16:30. Dopo le esequie, la Sepoltura di Bianchi è in programma nel Cimitero di Castel Boglione.

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