Gennaio 2014

A cercare la libertà – in questo spirituale soffio, tanto umano, di contrazioni cartilaginose, di secchezze improvvise e umidità intrinseche – ci s’imbatte in evocazioni labirintiche, in gorghi immaginosi di natura capillare, ossea, cavernosa: le fantasie della percezione. Più nobili di ogni idea e così alte da apparire sterminatamente inespugnabili al verbo, queste intuizioni sanguigne si nutrono del loro stesso mondo, addentando le protuberanze che generano, le appendici che sottendono, interne ed esterne. Tali umori instabili – palpitazioni encefaliche che si spiegano da sé – sarebbero la nostra prigione animale, il corpo da aprire e chiudere ai sensi, la finestra sulla creazione assoluta: valvola per inventare. Chiamiamone a raccolta un’esemplare decina, per pronunciarle in esercizio orale – vocalizzo tautologico – salmodiante: elastiche escrescenze, spasmi irradiati, livide compressioni vascolari, tessuti drenati al microscopio, gigantografie nucleari, intrusioni ed estrusioni diaframmatiche, fluviali travasi anatomici, biologici sbuffi di concrezioni esistenziali… L’alloggio vitale scaturisce così – e si rinserra su se stesso – dalla sorgente mitica che sciacqua la parola sulla carne, che rende impermeabile la pelle, per evitare imbarazzanti dispersioni, conati insopportabili: il cosmo è nato in questo trattenersi, nel murarsi all’infinità, parandosi gli occhi dall’abbaglio ematico, dall’esplosione copiosa delle fibre!
Una volta partorito da noi, allo stesso modo e dagli stessi agenti l’universo sarà popolato: gestazioni climatiche, genesi tubolari allontanate eternamente dalla tentazione del concluso, dell’angolare, del superficiale e volumetrico. Le storie del dominio fenomenico e delle folgorazioni mistiche, delle produzioni plastiche e delle illuminazioni profetiche, saranno saldate: la fiamma della fusione risplenderà in dimensione corretta, calcolo finalmente esatto. Creature insospettabili sosteranno al varco – poco prima della punizione –, di fronte al golfo fatalmente perturbato del futuro: cavallucci espansi, formichieri innestati, vitelli rotanti, rinoceronti palmati, anfibi ustionanti… Ne troveremo traccia al risveglio, quando un solco opaco e impercorribile avrà segnato per sempre il ricordo del nostro sogno!

Ivan Fassio

 Andrea Chidichimo_graffitesudibond

 

 

 

 

 

 

Prima del Diluvio

Mostra Personale di Andrea Chidichimo

a cura di Fabrizio Bonci e Ivan Fassio

Galleria Oblom
Via Baretti, 28
10125 Torino

http://www.art-of-reading.blogspot.it/2014/01/prima-del-diluvio.html

Dal 24 Gennaio al 14 Febbraio 2014
dal martedì al sabato, 16:00 / 20:00