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Attualità  

Piccoli miracoli colorati con il Pulmino dei sogni

Piccoli miracoli colorati con il Pulmino dei sogni

Una giornata al mare può sembrare una cosa normale. Una banalità. Ma non è così per chi vive la malattia e per coloro che se ne prendono cura. E allora il “Pulmino dei sogni” della Casa di Alberto, con i suoi volontari, può diventare lo strumento per trasformare un desiderio in realtà. È successo anche ieri, a Noli, in uno stabilimento convenzionato con l’associazione. Un bambino di Torino, Neythan, e la sua mamma si sono potuti concedere una giornata di svago, come non succedeva da molto tempo.

«Oggi mi sono sentita davvero al sicuro, soprattutto grazie alla presenza dell’infermiere», racconta la mamma. «È stata una giornata bellissima, davvero bellissima. Non c’era paura. Io lo dico soprattutto da parte mia, che sto vivendo con molta difficoltà il periodo successivo alle crisi che ha avuto Nathan, perché ho sempre il timore che possano verificarsi altre situazioni simili. Oggi, invece, ho provato soltanto pace, tranquillità e voglia di ridere. Io e Nathan ci siamo messi lì, in spiaggia, davanti al mare, a parlare un po’».

Ma c’è di più, un “piccolo miracolo” di presenza, legato al piccolo Alberto Lerza, un bambino di Pinerolo scomparso prematuramente nel settembre del 2024.

«Fin dal primo momento in cui sono salita sul Pulmino – prosegue la mamma di Neythan – ho mandato un bacio ad Alberto, fin lassù, e l’ho ringraziato, perché tutto questo è possibile grazie a lui. E poi, per tutto il giorno, ho continuato a percepire questa sensazione, anche quando siamo arrivati in spiaggia. Avevo dentro questa sensazione e l’avevo collegata a Dio. Poi mi sono resa conto che è proprio lì che Alberto era stato e ed è lì che desiderava andare al mare prima di volare in cielo. Adesso comprendo che quello che sentivo, quella protezione, quell’essere avvolta da una pace inspiegabile, era anche perché c’era lui. Io credo davvero che abbia vegliato tutto il giorno su Nathan. Tutto il giorno».

«Solo servire gli altri è il senso della vita», ha commentato il papà di Alberto, Federico Lerza.

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