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Paura in Francia per l'esplosione al sito nucleare

Paura in Francia per l'esplosione al sito nucleare

La centrale è situata nei pressi di Avignone, vicino ai confini Italiani. L’ARPA assicura: nessuna variazione di radioattività in Piemonte Lunedì 12 settembre, la Francia è stata scossa dall’esplosione all’impianto di Marcoule, sulle rive del Rodano, in Provenza. Si è trattato di uno scoppio avvenuto in una fornace del sito di Codolet, che ricicla scorie scarsamente radioattive. Nulla a che vedere con stragi di immense proporzioni come quella di Fukushima, ma l’esplosione ha causato la morte di un operaio e ne ha feriti altri 4, di cui uno in modo grave. Anche l’Italia ha vissuto attimi di paura: l’impianto è situato a 250 Km da Torino e a circa 300 da Genova, ma l’allarme radioattività sembra fortunatamente rientrato. Il personale presente al momento dell’esplosione è stato isolato a scopo preventivo e intorno al sito è stato immediatamente eretto un perimetro di sicurezza, per evitare ai passanti il rischio di contaminazione e permettere ai pompieri di effettuare i rilevamenti necessari. Anche il ministro dell’ecologia Nathalie Kosciuscko-Morizet si è recata immediatamente sul posto per una valutazione precisa degli avvenimenti. Dopo che la prefettura ha dichiarato che i soccorsi non avevano riscontrato rischio di contaminazione al personale è stato permesso di uscire dal sito e la circolazione intorno all’area è ripresa normalmente. Secondo l’Istituto francese per la radioprotezione, la fornace conteneva metalli con un livello di radioattività stimato a 67.000 becquerel: nulla rispetto a ciò che c’è in un reattore. L’ASN (Autorità di sicurezza nucleare) francese ha dichiarato al quotidiano “Le Monde”, che l’origine dell’incidente sembra essere puramente tecnica. Un portavoce di EFD (uno dei più grandi produttori di energia del mondo, nonché proprietario della centrale) ha invece dichiarato che si tratta di un incidente industriale, non un incidente nucleare. In ogni caso, le due fornaci dell’impianto sono state preventivamente chiuse.
Per rilevare eventuali variazioni di radiazioni in Piemonte si è attivata l’ARPA. Il dipartimento di monitoraggio si trova ad Ivrea ma esistono stazioni di rilevamento in tutta la regione. Per quanto riguarda il Pinerolese la stazione geiger più vicina è quella di Bobbio Pellice, ma tutto il confine con la Francia è presidiato (Ceresole Reale, Bardonecchia, Cesana e Pontechianale).
«Ordinariamente – spiega l’Ufficio stampa dell’ARPA Piemonte – il monitoraggio della radioattività ambientale avviene tramite due sistemi complementari: con le centraline geiger presenti sul territorio e con un monitoraggio del contenuto di radioattività nel particolato atmosferico. Al momento non è stata rilevata alcuna variazione». Anche nell’ultimo comunicato, pubblicato alle 14.29 di martedì 13 settembre, l’Arpa Piemonte ribadisce che “tutte le misure effettuate non hanno evidenziato anomalie radiometriche. D’altro canto, le autorità francesi hanno comunicato, anche attraverso fonti ufficiali, l’assenza di conseguenze radiologiche all’esterno dell’impianto coinvolto nell’incidente».
Per aggiornamenti: www.arpa.piemonte.it

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