Ogni governo che si rispetti promette di riformare la giustizia.

La conferma viene dalle recenti dichiarazioni del guardasigilli Alfonso Bonafede che annunciano, tra l’altro, la riforma del processo penale, riducendo ad esempio i reati per cui sia possibile ricorrere al rito abbreviato. Ricorrendo a questa procedura – che abbrevia i tempi del processo – l’imputato, in caso di condanna, si vede riconosciuto uno sconto di pena. Il governo pensa di limitarlo agli illeciti più gravi (omicidio, furto e rapina). Considerato che ogni anno in Italia 130 mila processi finiscono in prescrizione, il rischio è di intasare ulteriormente i tribunali: basti pensare che il tribunale di Pinerolo – prima della sua soppressione – con il rito abbreviato smaltiva circa il 40 % del lavoro annuo.

Proprio per questo l’Unione delle Camere Penali Nazionale, il 17 e 18 dicembre scorsi, ha manifestato a Bari contro le disposizioni che l’esecutivo intende attuare.

Lorenzo Battiglia