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Grandine in Piemonte. Coldiretti: gravissimi danni nel Pinerolese, Canavese e Rivarolese

Grandine in Piemonte. Coldiretti: gravissimi danni nel Pinerolese, Canavese e Rivarolese

18 maggio 2015

Torino – In provincia di Torino, Pinerolese, Canavese e Rivarolese, sono le tre aree più colpite dal maltempo che ha raggiunto le campagne con violenti temporali, vento forte e grandine, con danni a frutta e verdura, ma anche alle coltivazioni di grano e orzo.

«In questa stagione – spiega Fabrizio Galliati, presidente di Coldiretti Torino – la grandine è la calamità più temuta dagli agricoltori perché provoca danni irreparabili alle coltivazioni, vanificando il lavoro di un intero anno, con effetti economici ed occupazionali. Nel Pinerolese, forti grandinate hanno distrutto mele, kiwi, albicocche, ma anche orzo e frumento. In alcune zone, per alcune produzioni frutticole – ad esempio kiwi – i danni sono pari al cento per cento. Particolarmente colpiti i campi dei Comuni di Campiglione, Bibiana, Bricherasio, Garzigliana, Cavour e la Val Pellice con effetti devastanti per i frutteti. Danni anche su mais con piante stroncate e, naturalmente, su grano. Danni rilevanti si segnalano nel Canavese, in tutta la parte pedemontana – da Ciriè in avanti, Mathi, Nole, Lanzo, Balangero, Germagnano, Viù e la montagna di Corio – dove la grandine depositata ha raggiunto i venti centimetri di altezza, con punte di trenta centimetri a Balangero e Lanzo. Nel Rivarolese si registrano danni a macchia di leopardo: cellule violente, ma molto limitate, hanno scaricato grandine, nella maggior parte mista ad acqua. Grandinate significative sono segnalate sulla direttrice San Benigno-Foglizzo, nella zona dell’eporediese e nelle zone montane, quali Valprato e Locana. Nella cintura torinese, forti grandinate si segnalano a Caselle e Leinì».
Michele Mellano, direttore di Coldiretti Torino aggiunge: «Sono in corso gli accertamenti per verificare se esistono le condizioni per la dichiarazione dello stato di calamità con il raccolto di molte aziende che è stato in gran parte o totalmente compromesso. La nuova perturbazione dopo il grande caldo conferma i cambiamenti climatici in atto che si manifestano proprio con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense con vere e proprie bombe d’acqua».

La grandinata a Lusernetta del 15 maggio

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