16 dicembre 2014

Dopo la Curia di Torino, anche Ernesto Olivero, fondatore del SeRMIG, è intervenuto sulla questione della liberalizzazione delle droghe leggere che ha visto il parere favorevole del Consiglio Comunale di Torino. «Legale o illegale. Non esistono droghe innocue. Quando incontro i giovani – ha scritto in un comunicato Olivero – non uso le mezze misure. Lo dico sempre: “Chi si spinella e si droga, è irresponsabile due volte”. Irresponsabile anzitutto perché senza accorgersene uccide la sua sicurezza, il suo credere in sé, la sua capacità di resistere alle debolezze umane suggerite dagli stereotipi di moda. Irresponsabile poi perché alimenta un mercato criminale e diventa amico delle mafie». Circa la presa di posizione del consiglio comunale di Torino, è categorico: «vanno nella direzione sbagliata». Per Olivero «I giovani non hanno bisogno di scivoli e di scorciatoie, ma solo di una cosa: devono sentirsi amati perdutamente. E chi li ama davvero li sprona, li valorizza, li aiuta a riflettere sui propri limiti e potenzialità, senza trucchi e sostanze. Perché entrino in politica per servizio, non per soldi, non per privilegi, non per carrierismo. Perché entrino nell’economia, nella finanza, nell’industria per sfamare, portare lavoro, restituire risorse, tempo, competenze, sogni e dignità. Perché entrino nella cultura per sostenere pace, diritti umani, senza le parole “nemico” o “infedele”.

Perché lottino contro qualsiasi forma di dipendenza: alcool, fumo, gioco d’azzardo, pornografia e mercato del sesso…
I giovani devono sentire che l’autorità morale dello Stato elimina lo scandalo dello spaccio sotto casa e davanti alle scuole.
I giovani chiedono solo umiltà e verità. Se capiscono che l’interlocutore di turno è credibile, accettano anche di essere trattati con severità. Perché la severità non è cattiveria. E questo vale per tutti, per i bambini, per gli adulti. Del resto, quando incontriamo una persona credibile, istituzioni, partiti, associazioni, religioni credibili, non abbiamo forse il desiderio di imparare qualcosa? Solo la credibilità mette i giovani al primo posto. Solo la credibilità rende liberi e responsabili».
Ernesto Olivero