New York. Il primo vescovo americano a reagire all’approvazione del vaccino Johnson & Johnson contro il Covid è stato è quello di New Orleans, Gregory Michael Aymond, che in un comunicato ufficiale, arrivato dopo l’approvazione del vaccino da parte dell’Agenzia del farmaco americana, ha scritto:

“L’arcidiocesi deve istruire i cattolici sul fatto che l’ultimo vaccino di Janssen/Johnson & Johnson è moralmente compromesso poiché utilizza, nello sviluppo e nella produzione del vaccino, nonché nei test, una linea cellulare derivata dall’aborto”.

Il vescovo lascia alla libertà di coscienza dei fedeli la scelta finale, ma suggerisce di preferire i vaccini di Pfizer e Moderna a quello della Johnson. Ieri sera la Conferenza episcopale americana ha ribadito che

“l’approvazione del vaccino Covid-19 di Johnson & Johnson solleva ancora una volta dubbi sull’ammissibilità morale dell’uso di vaccini sviluppati, testati e/o prodotti con l’aiuto di linee cellulari derivate dall’aborto”.

Il vescovo Kevin C. Rhoades, presidente della Commissione per la dottrina della Conferenza dei vescovi cattolici Usa, e l’arcivescovo Joseph F. Naumann, presidente del Comitato Pro-Life, a nome dei vescovi americani hanno voluto precisare i problemi etici legati ai vaccini approvati negli Usa.

“I vaccini di Pfizer e Moderna hanno sollevato preoccupazioni perché una linea cellulare derivata dall’aborto è stata utilizzata per testarli, ma non nella loro produzione. Il vaccino Johnson & Johnson, tuttavia, è stato sviluppato, testato ed è prodotto con linee cellulari derivate dall’aborto che sollevano ulteriori preoccupazioni morali”,

hanno scritto i due presuli, citando comunque il documento della Congregazione della Dottrina della Fede che autorizza anche vaccini non “eticamente irreprensibili”, quando non sono disponibili altri. I vescovi americani suggeriscono quindi di scegliere “il vaccino con il minor legame con le linee cellulari derivate dall’aborto” e quindi di preferire le dosi di Pfizer o Moderna, piuttosto che di Johnson & Johnson. La Conferenza episcopale poi ribadisce la condanna verso le aziende farmaceutiche che continuano ad utilizzare linee cellulari derivate dall’aborto, ma insiste al contempo che in tempo di pandemia “essere vaccinati può essere un atto di carità al servizio del bene comune”.

Agensir