Il sindaco di Luserna San Giovanni, Duilio Canale, quasi ogni giorno pubblica sul suo profilo facebook notizie di solidarietà che la comunità lusernese mette in gioco in questo tempo di emergenza.  Martedì 7 aprile ha ringraziato “la Chiesa Evangelica ADI di Luserna San Giovanni per la donazione di camici e copricapo ad uso sanitario. Il materiale donato è stato immediatamente distribuito presso due case di riposo”. Lo stesso giorno il sindaco ha postato un selfie con il suo proprio cappello di ex ufficiale alpino per ringraziare l’A.N.A. locale che “attraverso il suo presidente Dario Morina ha donato 1000 euro a favore del comune affinché tale somma venga spesa per acquisto di presidi sanitari”. Di giovedì 9 aprile la notizia che la comunità italo marocchina ha donato al comune 1200 euro per l’acquisto di presidi sanitari. Il sindaco commenta così: “un grande ringraziamento da parte dell’Amministrazione comunale tutta ai nostri concittadini italo marocchini”. Inoltre continua il progetto della “Spesa Sospesa” per cui il Comune fa sapere che sabato 11 aprile dalle ore 10 alle ore 12 presso la saletta d’Arte, sul retro del Municipio, si ripeterà la distribuzione gratuita di generi alimentari, grazie alla Pro Loco e alla Caritas, per tutti coloro che hanno bisogno. Sarà sufficiente presentarsi. Anche il giornalista lusernese Daniele Arghittu ha condiviso sulla pagina del Sindaco un suo commento a riguardo: “Sono  orgoglioso di appartenere a una comunità, quella di Luserna San Giovanni, in cui i gesti di solidarietà sono tanti, generosi e talvolta inattesi. I fondi elargiti dai lusernesi di origine marocchina si sommano a quelli delle famiglie di origine cinese, dei commercianti, delle aziende grandi e piccole, delle associazioni e dei tanti privati che desiderano dare una mano ai concittadini in difficoltà”. Arghittu conclude guardando al presente:  forse “è illusorio pensare che il mondo possa migliorare, dopo il Covid-19. Ma non ho timore di passare per un ingenuotto nel sottolineare la bellezza dei piccoli (e grandi) gesti di solidarietà, soprattutto in una comunità che – per mille motivi – ha sempre fatto fatica a sentirsi tale e che invece, alla prova dei fatti, si sta dimostrando forte e coesa”. Un sentore pienamente condiviso.

I. C.