Febbraio 2014

Alle scuole elementari (almeno fino a qualche anno fa) era in vigore la cosiddetta “legge del cortile”, quella che regolamentava le piccole risse tra ragazzi. Era semplice e chiara: non devi prendertela con quelli più piccoli di te. Salvo rari casi di bullismo, questa legge era rispettata e fatta rispettare, tanto che se qualcuno trasgrediva veniva redarguito dagli stessi compagni e ridotto a più miti consigli, prima ancora che la maestra dovesse intervenire. Cose da bambini. Per gli adulti questa legge elementare sempre non valere più. Il più grande e forte se la prende eccome con il più piccolo e debole. Così l’ipermercato di periferia soffoca il negozietto del centro storico; l’invasione dei prodotti industriali d’importazione (di pessima qualità e a basso prezzo) rende obsoleta la bottega dell’artigiano; il grande media si accanisce contro quello piccolo; la catena di Hotel di lusso insidia l’alberghetto a conduzione famigliare. E via di questo passo. Così gli adulti. Senza farsi tanti scrupoli. E dimenticando le rivoluzionarie parole del Magnificat: «ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote».

Patrizio Righero

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