2 novembre 2015

Dal 1951, anno in cui ha avuto origine in Italia ad opera della Coldiretti, ad oggi la “Giornata del Ringraziamento” rappresenta un momento significativo per celebrare non solo il settore agricolo ma soprattutto ciò che esso significa in termini di custodia e cura del creato. Da questo punto di vista va anche inquadrato il tema della 65esima edizione di quest’anno a cui, a livello nazionale, è stato attribuito il titolo “Il suolo, bene comune” che si svolgerà nell’Arcidiocesi di Cagliari il 14 novembre. Anche il territorio pinerolese vede le sezioni della Coldiretti impegnate nell’organizzazione di questo appuntamento che mantiene viva la tradizione con la benedizione di mezzi agricoli, di animali e a seguire, in diversi comuni, i pranzi sociali.

Come ribadisce il segretario di zona della più importante associazione di rappresentanza agricola, Giancarlo Foco «è una giornata che, pur con le dovute diversità rispetto al passato, in un mondo che cambia, mantiene forte il legame tra la terra, chi la lavora e il buon Dio». Essa è certamente un’occasione per ricordare alla comunità l’importanza dell’agricoltura pinerolese che si dispiega in pianura, sulle colline, in montagna: già l’anno scorso è stata riconosciuta tale importanza nell’ambito dell’intero territorio dell’ex provincia di Torino con l’organizzazione della Festa provinciale presso l’istituto salesiano di Cumiana.

Quali i punti di forza? Secondo Foco «l’agricoltura del nostro territorio ha saputo, grazie all’impegno di tanti bravi imprenditori agricoli, diversificarsi in maniera efficace. Tale varietà caratterizza l’agricoltura d’eccellenza del pinerolese: dalla zona frutticola, alla zootecnia legata alla produzione di latte e carne nella fascia di pianura, agli allevamenti negli alpeggi delle nostre montagne in cui si sono affiancati caseifici e agriturismi». Sarebbe ben difficile in un breve spazio mettere in fila tutte le produzioni che fanno del comparto agricolo, un settore strategico per l’intera economia delle terre d’Acaja. Certo il segretario non nasconde alcune criticità legate all’influenza di una crisi economica generale che ha toccato anche il settore. Ad esempio il costo sempre più alto dei terreni sia d’affitto, sia per acquisto, incide sull’andamento delle aziende. Inoltre l’agricoltura di montagna richiede attenzione per le ricadute sul territorio montano stesso – si pensi agli effetti negativi dello spopolamento e della mancata manutenzione del territorio – «che non vuol dire solo sostegno economico, ma anche atteggiamenti diversi e innovativi di fronte a problematiche che realisticamente si pongono».

È comunque evidente come il Giorno del Ringraziamento sia entrato nel tessuto vivo delle tradizioni di tutti i comuni del territorio, indizio della centralità di un settore economico che ha saputo mantenere il passo con la modernità senza perdere la propria identità e che rappresenta un minimo comun denominatore per tutte le istituzioni che hanno a cuore il progresso delle comunità. Anche nel pinerolese, dunque, ci si prepara a realizzare quello i Vescovi italiani auspicano nel loro messaggio per la giornata nazionale: «Celebriamo, dunque, con gratitudine e speranza la festa del ringraziamento, come abitatori e custodi responsabili della terra affidataci».

Abitatori e custodi attenti all’eccellenza dei prodotti come Coldiretti che, in questi giorni di allarmismi sul consumo della carne, sottolinea come proprio quest’eccellenza si conservi grazie al legame con la terra. Ribadita dal “Giorno del Ringraziamento” va, dunque, tenuta cara come caratteristica imprescindibile dei prodotti italiani. Il presidente provinciale di Coldiretti, Fabrizio Galliati, ricorda come «la carne dei bovini allevati nelle nostre aziende è considerata più sana, perché magra, non trattata con ormoni, a differenza di quelle americane, ottenuta nel rispetto di rigidi disciplinari di produzione “Doc” che assicurano il benessere e la qualità dell’alimentazione degli animali. Per gli stessi salumi si segue una prassi di lavorazione di tipo tradizionale a base di sale, non a caso il nostro Paese vanta il primato a livello europeo per numero di prodotti a base di carne “Doc”, ben 40 specialità di salumi che hanno ottenuto la denominazione d’origine o l’indicazione geografica». Il direttore Michele Mellano sottolinea lo sforzo da compiere: «i falsi allarmi che, va precisato, non riguardano le nostre produzioni zootecniche piemontesi, confermano la necessità di accelerare il percorso dell’obbligo di etichettatura d’origine per tutti gli alimenti, a partire dai salumi. È questa la vera battaglia che l’Italia deve fare in Europa per garantire la salute dei suoi cittadini e il reddito delle sue imprese».

 Giancarlo Chiapello

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