Negli ultimi giorni anche quotidiani e telegiornali nazionali hanno preso a parlare della triste situazione del Burkina Faso, dove soprattutto preti e catechisti vengono colpiti da terroristi islamici.

Con il “paese degli uomini integerrimi” – questo il significato di Burkina Faso – il pinerolese  ha un legame particolare grazie al vescovo emerito Pier Giorgio Debernardi, che su quello che là succede non manca mai di fornire aggiornamenti sulle pagine di Vita o sul gruppo Facebook “Acqua nel Sahel” dove, tra l’altro, si può scaricare una lettera di monsignor Debernardi in cui tratteggia la triste cronaca in Burkina dall’inizio dell’anno.

Storia dell’altroieri (12 maggio), l’uccisione di quattro persone durante una processione a un santuario mariano. «È in atto – spiega il vescovo emerito – una vera persecuzione contro i cristiani, in una nazione dove era esemplare il dialogo, la stima e l’amicizia tra musulmani, cristiani e appartenenti a religioni tradizionali». E lo stesso giorno nella parrocchia di Dablo, quarantacinque chilometri a nord di Kaya, quaranta terroristi islamici hanno ucciso il parroco (mentre celebrava la Messa) e cinque fedeli e dato fuoco alla chiesa. «Stanno seminando il terrore – ha commentato monsignor Debernardi -. Ma il Signore c’è».

In quest’atmosfera di paura, la chiesa burkinabé prova a resistere. Dal 13 al 19 maggio a Ouagadougou (ndr la capitale) si terrà il sinodo dei vescovi dell’Africa dell’Ovest a cui prenderà parte anche monsignor Debernardi: «Il tema scelto – dice – è il contributo della chiesa allo sviluppo integrale della persona».

In Burkina, d’altronde, la chiesa è minoritaria, ma la fede si sta diffondendo. Racconta il vescovo come -alla liturgia delle Palme – «nella parrocchia di Notre Dame du Rosaire nel quartiere di Kologho Naaba di Ouagadougou alla Messa delle 6:30 – l’altra è alle 9 – tra dentro e fuori la Chiesa vi erano circa tremila persone. Una meraviglia! Non ho mai confessato tanto in vita mia. Ieri sera alle 21:30 ero senza voce. Sono delle belle esperienze pastorali. È come una primavera nella vecchiaia». E in occasione della veglia pasquale «in tutte le parrocchie della Diocesi di Ouagadougou, sono stati più di cinquemila i giovani (oltre i diciotto anni) e adulti che hanno ricevuto i sacramenti della iniziazione cristiana».