Luca Boccardo è il papà di Matteo. Matteo è il protagonista di alcuni post che il padre (di mestiere fa l’ingegnere ambientale forestale e vive a Bibiana) scrive su Facebook. Attraverso gli occhi del piccolo Matteo, racconta le quotidiane avventure della sua famiglia, con semplicità strappando un sorriso. “Mi piace scrivere – confida Boccardo – e i bambini sono disarmanti nella loro semplicità, senza pregiudizi. Per cui ogni tanto mi diverto a scrivere i post. Matteo poi è un catalizzatore di attenzione”.

Questa volta papà Luca l’ha fatta grossa: insieme alla figlia Ilaria e alla mamma Elena, ha scritto a nome di Matteo nientemeno che al Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, invitandolo a cena. E non solo su facebook. Ma direttamente a lui. La cosa stupefacente e commovente è che il Presidente ha risposto attraverso il suo segretario Sergio Guerrini. In un clima così teso come quello che viviamo la storia inizia a farsi conoscere da molti e diventa il segno di una vicinanza viva, in tempo di distanziamento sociale.

Ma lasciamo parlare Luca. Nel suo post fb del 29 aprile si legge:

“Oggi ho una bella storia da raccontare. Una storia tanto semplice e, al contempo, tanto preziosa. Perché anche nel deserto di una quarantena possono sbocciare dei fiori.

Apro la buca delle lettere di casa: una busta. “Ufficio di Segreteria del Presidente della Repubblica”. Wow… è davvero arrivata. Con emozione la apro davanti a Elena, la leggo, e sono felice. E commosso.

Tutto inizia qualche settimana prima, e come sempre vede come protagonista Matteo. Un sabato di quarantena Elena sta preparando la pizza. Matteo spera che ci siano ospiti per condividerla, ma ancora non si può.
“Chi ti piacerebbe invitare appena potremo farlo?”
“Quando ci daranno il via… possiamo invitare Mattarella!”Stupore.Non i nonni, cugini, amichetti o maestre dell’asilo. E nemmeno il suo amico cuoco. Sergio Mattarella. Sorrido per la tenerezza della richiesta, e poi mi chiedo “può un papà deludere le speranze del suo bimbo?”
Mi dico di no. E mi dico che questa storia ha qualcosa da dire, nella sua semplicità, e chissà che possa far piacere al nostro Presidente in questo momento così complicato. Un piccolo motivo per sorridere.

Provo allora a scrivergli. Sul sito ufficiale del Quirinale trovo il contatto, immetto tutti i miei dati, è tutto molto formale, ma di fronte a ente/società/carica/ruolo digito “papà”.

So che è difficile che il messaggio possa arrivare proprio tra le mani del Presidente, anche se in cuor mio un poco lo spero.
Passano i giorni, tutto tace. Poi quella piccola busta bianca nella buca delle lettere…Un messaggio bello, personale, autentico, che ci fa capire che bella persona è il nostro Presidente.
Lo ringrazio di cuore, come ringrazio il suo consigliere Simone Guerrini che si è fatto tramite del messaggio.

Condivido questa bellissima risposta, così come voglio condividere parte del mio messaggio, perché entrambi non volevano essere rivolti solo alla nostra famiglia, ma alle tante e tante famiglie italiane che stanno cercando di affrontare questi difficili momenti.

E come sempre, oggi più che mai, questa risposta è un messaggio rivolto a Matteo, ma è ancora di più un grande augurio a tutti noi italiani, per vincere insieme questa sfida. Grazie Presidente.

La lettera di Matteo e famiglia:

“Buongiorno Signor Presidente,
non so se questo mio messaggio arriverà mai ai suoi occhi, ma se così dovesse essere spero di regalarle tra tante difficoltà un sorriso e un piccolo motivo di speranza.
Siamo una famiglia come tante, semplice, e felice. Viviamo ai piedi delle montagne piemontesi con due bimbi piccoli, Matteo di 3 anni e Ilaria di 10 mesi. Cerchiamo passare la quarantena facendo in modo che i bambini possano mantenere il loro sorriso. Siamo fortunati, abbiamo un giardino, una casa accogliente, io riesco a lavorare grazie al telelavoro e tutti i nostri famigliari stanno bene.
Qualche settimana fa abbiamo seguito un suo discorso in televisione. Matteo ci ha chiesto chi fosse quel signore che parlava, gli ho detto che era Sergio Mattarella, il Presidente della Repubblica e (spero non si offenda) che era un po’ come un nonno, il nonno di tutti gli italiani. Un nonno che vuole bene a tutti i suoi nipoti, e che grazie alla sua saggezza ha sempre parole importanti per noi tutti.
Sono passati i giorni. Un sabato sera la mia compagna ha deciso di fare la pizza in casa, con quello che c’era.
– Abbiamo ospiti? – ha chiesto speranzoso Matteo, forse iniziando a esternare la fatica di non vedere più altri che noi.
– No Matteo, in questi giorni sai che non possiamo – gli ha detto la mamma. Poi per superare la sua delusione ha aggiunto: – chi ti piacerebbe invitare a cena quando potremo avere ospiti? –
Matteo ci ha pensato un poco:
– Quando ci daranno il via (che è il suo modo per dire “quando finirà la quarantena”) potremmo invitare a cena Mattarella! –
Ho trovato questa risposta molto tenera. Ha pensato a Lei prima dei nonni, delle maestre dell’asilo o degli amichetti… eppure gli avevo parlato di Lei solo in quella occasione.
Per questo le scrivo: per porle l’invito del mio piccolo Matteo. E per darle un motivo per sorridere e sperare. Sappiamo benissimo che non potrà venire fisicamente a mangiare la pizza con noi (…) ma virtualmente il nostro invito è validissimo, da subito: è un invito a entrare ogni giorno nelle case di tutti noi italiani. Lei è sempre il benvenuto. Siamo tante famiglie, da nord a sud, che attendiamo il momento per riabbracciarci, per rivedere i nostri cari, e per accogliere un rinnovato senso di vicinanza, di fratellanza e comunità che Lei meglio di chiunque rappresenta.

Grazie della sua attenzione, e grazie per la sua presenza che ci aiuta a sperare in momenti migliori e ci da la forza di credere che potremo un giorno risollevarci tutti insieme.

Luca, Elena, Matteo e Ilaria”

Ed ecco la lettera di risposta dalla segreteria del Presidente:

 

Boccardo commenta: «Sapevo che la storia della lettera sarebbe stata apprezzata mentre la pubblicavo su Facebook, ma non mi aspettavo così tanto. Molti hanno risposto o messo like e spesso anche gente che non sentivo da molto tempo e perfino persone sconosciute. Mi è capitato un aneddoto divertente: qualche giorno fa sono stato a Bibiana a fare la spesa e da distante una signora mi ferma e mi chiede “Ma lei è il papà di Matteo vero?”…»

Al di là di dare soddisfazione a Matteo ci si chiede perché ha scritto la lettera.

«Ho scritto a Mattarella per mio figlio. Ma anche per fare conoscere il sentire di tante famiglie italiane. Forse molti hanno condiviso ciò che ho scritto nella lettera e per questo sono stati toccati. C’è un bisogno di sentirsi Comunità e stare uniti in un momento come questo».

Luca assicura che anche i post delle avventure di Matteo continueranno. Ma se il Presidente accettasse davvero l’invito a cena? Quale sarà il menù?  «Pizza naturalmente – ride Boccardo -, preparata con l’aiuto di mamma Elena, di Matteo e della piccola Ilaria».