Durante la Borsa del Turismo Religioso Internazionale, svoltasi ad Assisi dal 17 al 19 Giugno, è stato presentato il primo Report sul Turismo Religioso, redatto dal portale Vaticano.com (startup marchigiana di recente costituzione) che si occupa di questa nicchia turistica particolarmente importante per il nostro paese. Il report è stato presentato da Flavia Coccia, responsabile progetti ISNART e da Ilaria Bruzzechesse e Sergio Sarnari di Vaticano.com

Il documento che si apre con l’introduzione di Vincenzo Varagona, giornalista e vaticanista RAI, è realizzato in collaborazione con ISNART (Istituto Nazionale Ricerche Turistiche) e analizza i vari aspetti che circondano il fenomeno del turismo religioso.

Tra i fattori che portano in Italia oltre 5 milioni e mezzo di presenze ogni anno, spiccano la storia e la cultura del nostro paese, fortemente influenzata nei secoli dal cristianesimo, che è stato in grado di plasmare un territorio sotto numerosi aspetti: da quello artistico e architettonico a quello geografico, passando per l’eredità culturale e le tradizioni popolari. Proprio questi aspetti sono oggi diventati le principali attrattive delle destinazioni turistiche italiane. Prime fra tutte le chiese e i santuari, presenti in tutto il territorio.

Oltre ai sopracitati fattori, anche i pellegrinaggi incidono notevolmente su questa tipologia di turismo, basti pensare alla grande partecipazione al Cammino di Assisi e alla Via di Francesco oppure ai percorsi a piedi che vanno da Macerata a Loreto, senza dimenticare la Via Francigena che da Canterbury conduce a Roma.

Tutto il territorio italiano parla di religione, la stessa toponomastica del nostro paese è stata influenzata dalla religione e i riferimenti a un Santo o una Santa sono contenuti in oltre cinquemila nomi di comuni e frazioni; moltissime altre, di difficile censimento, sono collegate a luoghi di culto.

Spesso intere comunità si sono sviluppate in seguito a eventi legati alla tradizione religiosa. Un esempio su tutti è il quartiere di Posatora nella città di Ancona: a questo nome è collegata la leggenda relativa alla traslazione della Santa Casa della Vergine Maria da Gerusalemme a Loreto da parte degli Angeli, nel lungo tragitto ci furono diverse fermate, una delle quali nei pressi di Ancona, dove rimasero per molti mesi in una piccola frazione chiamata Posatora (dal latino posa-et-ora, riposa e prega), prima di giungere a Loreto, dove tuttora risiede.

Infine, un altro fattore non di poco conto è collegato alle celebrazioni civili, dalle feste dedicate ai Santi Patroni a eventi unici e particolari come il Palio a Siena.

Concludendo, investire nel turismo religioso, inteso in senso ampio come turismo legato alla tradizione religiosa e ai suoi lasciti, significa promuovere a tutto tondo il turismo della nostra Penisola, permettendo ai viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo di “abbracciare” non solo gli aspetti legati ai riti cattolici, ma anche quelli relativi all’arte, alla cultura e al folklore delle nostre terre.

È possibile scaricare il report da qui: http://www.vaticano.com/report-sul-turismo-religioso/

Comunicato Stampa