Il 16 gennaio 2018 si è tenuta la Seduta dei Consultori Storici per la discussione della Causa di Beatificazione e Canonizzazione di suor Gabriella Borgarino. Secondo le norme in vigore la Causa in oggetto era stata definita “Causa Storica” e pertanto la Positio, completata nel 2017, era da sottoporre al parere dei Periti Storici chiamati a pronunciarsi su tre temi: se i documenti raccolti sono sufficienti ad illustrare la vita della Serva di Dio, se i documenti presentati sono degni di fede, se dai documenti emerge la fama di santità di Suor Gabriella. Cinque dei sei periti consultati hanno risposto “affirmative” ai tre quesiti, uno si è invece espresso con “negative”. In conclusione la Positio è stata giudicata “ampiamente soddisfacente” per il materiale che contiene. È stata per me una sorpresa, dovuta alla ricerca di uno dei Periti, scoprire come alla diffusione della giaculatoria “Provvidenza Divina del Cuor di Gesù, provvedeteci” abbia contribuito, sebbene indirettamente, Paolo Vi oggi venerato come “Santo”. Giovanni Battista Montini nel 1945 era Sostituto alla Segreteria di Stato. Il cardinale di Torino, Maurilio Fossati, recatosi in udienza da Pio XII nel 1945, lasciò al Pontefice una busta da parte di suor Martina Zari, Visitatrice delle Figlie della Carità della Provincia di Torino. La busta conteneva la preghiera al Sacro Cuore scritta da suor Gabriella nel 1929, la giaculatoria “Provvidenza divina …”, e la richiesta di inserire nelle acclamazioni dopo la benedizione eucaristica la formula “Benedetto Gesù Cristo Re universale”. È probabile che Pio XII abbia parlato della questione con mons. Montini; a lui infatti è indirizzata la valutazione degli eventi operata da un teologo domenicano il padre Mariano Cordovani (1883-1950), Maestro del Sacro Palazzo e teologo della Segreteria di Stato. Costui ebbe a dichiarare che non trovava affatto stonata la giaculatoria sulla Provvidenza e che tuttavia non riteneva bene inserire l’aggiunta proposta al “Dio sia benedetto”. Il Cordovani suggeriva poi, a Mons. Montini, di non dare tanto peso alle richieste delle Suore, quanto di lodare la loro pietà e la loro devozione alla Provvidenza del Cuore di Gesù. Mons. Montini, in data 10 ottobre 1945,  indirizzò una lettera alla Provinciale delle Figlie di Carità di Torino, lodando “genericamente la devozione delle suore al Sacra Cuore” e trasmettendo loro la benedizione apostolica da parte di Pio XII.

Nel 1928 era stato chiesto a tutte le Figlie della Carità e a suor Gabriella, dal Padre Generale, di non diffondere l’immagine del Sacro Cuore circondato dalle rose. La decisione del Santo Uffizio era stata assunta per motivi di “prudenza”, non perché vi fosse qualcosa di contrario alla fede nelle affermazioni di Suor Gabriella. La suora, come sappiamo, fu estremamente ubbidiente. Ora nulla si frapponeva alla diffusione della giaculatoria sulla Provvidenza. Nel 1928 l’arcivescovo di Torino, il cardinal Gamba, era stato richiamato per aver indulgenziato l’immagine del Cuore di Gesù con le rose. Ora non risultano richiami al cardinal Fossati che, già nel 1944, aveva indulgenziato l’immagine del Sacro Cuore con le parole “Provvidenza divina del Cuore di Gesù, provvedeteci”. Suor Gabriella, da parte sua, nel 1946 mandava al cardinale di Torino le immagini con la giaculatoria sulla Provvidenza perché le distribuisse ai suoi preti «pregandoli di spiegare e inculcare amorosa confidenza nella Provvidenza Divina del Cuore di Gesù».

Giorgio Grietti