Antonio Rocco Labanca dell’Ufficio Stampa Missioni Don Bosco è in Ucraina sia per documentare i progetti salesiani nel paese, sia per incontrare i giovani cattolici di Kyiy.

Fino al 15 febbraio Antonio Rocco Labanca dell’Ufficio Stampa Missioni Don Bosco insieme ad una piccola delegazione di Missioni Don Bosco è in visita alle opere salesiane dell’Ucraina. Un’occasione per raccogliere documentazione sui progetti realizzati e quelli in corso, e soprattutto per incontrare i giovani in questo momento di timore per la guerra minacciata.

Il silenzio sulla gente comune

Labanca chiarisce: «Al di là delle cronache diplomatiche e militari, viviamo un silenzio sulle ricadute sulla gente comune del braccio di ferro fra le grandi potenze, sul desiderio e sullo sforzo concreto di superare le dinamiche esterne che coinvolgono il Paese. I giovani cattolici di Kyiv come di altre città – i cattolici sono una piccola minoranza nel Paese che a maggioranza non professa alcuna religione o si sente fedele alla Chiesa ortodossa – hanno risposto all’appello di papa Francesco di pregare per la pace il 26 gennaio scorso, facendosi attori di un aiuto morale e talvolta anche materiale alle famiglie in difficoltà (un quarto della popolazione vive sotto la soglia di povertà)».

Incontri con autorità religiose e rappresentanti della società civile e politica

Il programma di Missioni Don Bosco prevede incontri con autorità religiose e rappresentanti della società civile e politica organizzati dal superiore provinciale dei salesiani in Ucraina, padre Mychajlo Czaban, e dal suo vicario, padre Maksim Ryabukha. Accompagnano in questa visita alcuni giornalisti appartenenti a diverse agenzie di informazione e a testate cartacee e televisive. I loro servizi, saranno annunciati con gli hashtag #UkraineMDB o #UcrainaMDB.

I salesiani in Ucraina

La presenza della famiglia di don Bosco in Ucraina non è limitata alla capitale, ma si articola in otto sedi, tutte inaugurate a partire dagli anni ‘90, dopo la caduta del regime sovietico (in realtà una presenza c’era già stata tra il 1936 e la seconda guerra mondiale, ma con l’inizio del conflitto le comunità erano state costrette a lasciare il Paese). A Zhytomir, capoluogo di provincia di 300mila abitanti, a nord-ovest di Kiev, i religiosi salesiani gestiscono una scuola ecumenica e un oratorio (ospitato nella struttura in legno, acciaio e fibre naturali che era servita per “casa don Bosco” durante l’Expo di Milano 2015). Oggi, in un momento così difficile, quell’esperienza di fede, inclusione ed ecumenismo acquista il valore di “diplomazia di pace”. Gli interventi sostenuti nella casa Don Bosco L’viv – Vynnyky sono stati lo spostamento della struttura da Expo Milano 2015 a L’viv – Vynnyky, la realizzazione di interventi volti a contenere la dispersione del calore e la copertura metallica della parte esterna del padiglione.

Nel 2020 è stato sostenuto un progetto per l’oratorio di Kiev per l’acquisto di attrezzature e materiale di varia natura: tavoli da ping pong e calcio-balilla per l’oratorio, un videoproiettore per il laboratorio audio-video, strumenti di vario genere per le attività musicali, libri e lavagne per i corsi di inglese,
materiale didattico vario. (disponibile la scheda progetto).

Per sostenere quella e le altre comunità salesiane presenti in Ucraina www.missionidonbosco.org 

GRAZIELLA LUTTATI