20 Aprile 2026
Stefania Craxi: europeismo e atlantismo le nuove sfide politiche. L'Italia decisiva per questa nuova sfida politica
Stefania Craxi conta una lunga esperienza politica e di governo. Deputata nel 2006 è attualmente Senatrice dopo aver ricoperto l’incarico di Sottosegretario agli Affari Esteri dal 2008 al 2011. È stata, in questa legislatura, Presidente della Commissione Esteri al Senato e adesso guida il gruppo di Forza Italia.

La difficile situazione internazionale ripropone la centralità della politica estera per ciascun governo europeo. L’Italia come affronta questo scenario?
Il contesto internazionale è caratterizzato da una transizione sistemica che vede intrecciarsi competizione fra grandi potenze, instabilità regionali e ridefinizione delle catene del valore globali. Tutto ciò impone un approccio strategico e orientato alla tutela degli interessi nazionali. La politica estera torna così a essere una funzione primaria dello Stato, integrata con le politiche economiche, energetiche e di sicurezza. L’Italia sta consolidando una postura attraverso la quale, da un lato, si riafferma con chiarezza la collocazione euro-atlantica del Paese, e dall’altro si valorizza il posizionamento geografico e politico nel Mare Nostrum. La dimensione mediterranea si configura nei termini dell’asset strategico: sicurezza energetica, controllo dei flussi migratori e stabilizzazione delle aree di crisi richiedono una presenza attiva e continuativa.
Europeismo e atlantismo storicamente rappresentano i cardini essenziali del nostro paese. Come è possibile declinarli oggi?
L’atlantismo resta il pilastro della nostra sicurezza, e l’appartenenza alla Nato rappresenta una garanzia imprescindibile in un quadro di crescente instabilità. Noi europei abbiamo però dato troppo a lungo per scontata la difesa garantita dall’ombrello atlantico, e adesso occorre maggiore assunzione di responsabilità in termini di affinamento delle capacità difensive, di contributo più equilibrato e attivo alla sicurezza collettiva.
L’europeismo deve evolvere dalla dimensione regolatoria a quella politica e strategica. Serve un’Europa meno burocratica, capace di agire come attore globale sugli scenari di crisi. La sintesi fra europeismo e atlantismo si realizza in una logica di complementarità: un’Europa più forte rende l’Alleanza atlantica più equilibrata, e un legame transatlantico solido garantisce all’Europa la cornice necessaria a sviluppare una propria autonomia strategica.
Come si può rilanciare oggi, e concretamente, una nuova e rinnovata unità politica europea? Quali sono gli strumenti politici e legislativi che ci permettono di centrare questo obiettivo che appartiene, del resto, alla storia democratica del nostro paese?
Il rilancio dell’unità politica europea richiede interventi concreti sul piano istituzionale e delle politiche comuni. L’estensione del voto a maggioranza qualificata in settori strategici può rappresentare un tassello fondamentale per evitare le paralisi decisionali di questi anni, e la messa a punto di strumenti finanziari condivisi può sostenere investimenti in ambiti cruciali come sono quelli della transizione energetica e dell’innovazione tecnologica. L’avanzamento verso una vera Unione della difesa costituisce un passaggio di rilievo, che implica non più un semplice coordinamento fra Stati membri, ma l’integrazione progressiva di capacità, profili industriali e decisioni strategiche.
Stefania Parisi
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