«Anche in Burkina si è celebrata la Giornata Internazionale dei diritti delle donne – racconta monsignor Pier Giorgio Debernardi – con numerose manifestazioni culturali, artistiche e ludiche». Una giornata particolarmente sentita in Burkina Faso dove è festa nazionale. «La donna – prosegue il vescovo emerito di Pinerolo, rimarcando le difficoltà per il genere femminile nel paese saheliano – deve riacquistare la sua libertà e dignità. Non voglio generalizzare, ma la vita della donna soprattutto in famiglia come sposa e madre è piena di tanta sofferenza. Lo stupro, le violenze da parte del marito, le mutilazioni genitali femminili, i matrimoni di ragazze minorenni obbligate a vivere con uomini di età super adulta sono all’ordine del giorno. Di fronte alle violenze che le donne subiscono in casa, da alcuni giorni lo Stato ha aperto un numero per immediata richiesta di aiuto. Il messaggio lanciato l’8 marzo dai media è: “Il faut briser le silence” (Dobbiamo rompere il silenzio). Anche da parte del Governo ci sono state parole chiare e forti a difesa dei diritti della donna, attesa la Cultura molto maschilista di numerosi paesi africani. Anche nella cappella dell’università ieri sera ho celebrato la Messa in occasioni di questa ricorrenza. Anche tra i giovani stenta a morire la Cultura maschilista. Ieri abbiamo fatto memoria dei Martiri di Cartagine, tra cui molte donne. I nomi più celebri sono Perpetua e Felicita, uccise nell’anfiteatro di Cartagine per mano di un gladiatore che le ha crudelmente sgozzate. Durante la Messa abbiamo letto la narrazione antica del loro martirio; alcune ragazze sono scoppiate in pianto».

Nella mattinata dell’8 marzo Debernardi, insieme al diacono e direttore della Caritas diocesana di Pinerolo, Rocco Nastasi, accompagnato dal figlio Matteo, hanno raggiunto a Nanorò nel villaggio di Wumnongo (a circa 100km da Ouagadougou) per l’inaugurazione di un nuovo pozzo “in onore di San Rocco”. «Il comune di Nanorò – spiega Debernardi – è composto da 14 villaggi (in tutto diecimila persone con pochi pozzi nei villaggi situati nella brousse). Mi è stato chiesto di fare altri pozzi e mi sono impegnato a trovare le risorse economiche per realizzarli. Davanti al pozzo inaugurato pensavo alla fatica di tante donne con i loro bambini a percorrere chilometri di sentiero nella brousse per poter attingere dell’acqua, mentre nelle nostre casa è sufficiente aprire un rubinetto senza neppure fare attenzione a non sprecare acqua».

A Nanorò è presente anche un ospedale diretto dai padri Camilliani. «In queste settimane opera come volontario all’interno dell’ospedale il dottor Giuseppe Spidalieri – anch’egli ha partecipato all’inaugurazione del pozzo – del nostro ospedale di Pinerolo. È una bella e generosa testimonianza che dovrebbe essere imitata. Sulla situazione della sanità in Burkina e sulle povertà che si incontrano il dottore potrebbe raccontare molte cose».