27 agosto 2015

L’episodio che ha tenuto col fiato sospeso la borgata di Villaretto (Roure) ha colpito anche l’assessore alla sanità della Regione Piemonte, Antonio Saitta, che sulla sua pagina facebook ha scritto: «sul nostro territorio è capitato un fatto doloroso, in Val Chisone, che non può lasciarmi indifferente: grazie all’intervento delle forze dell’ordine si è evitato un tragico epilogo, ma resta la sofferenza di una famiglia che non riesce psicologicamente e materialmente a fare fronte da sola ad una grave malattia come la Sclerosi laterale amiotrofica (Sla)».

Due giorni fa, infatti, a Villaretto un uomo si era barricato in casa con la moglie malata di SLA, minacciando violenze se non gli fosse stato garantito un aiuto concreto.

«Voglio precisare – ha proseguito Saitta – che la Regione Piemonte non ha mai lasciato sole queste famiglie, che in Piemonte sono circa 450 (35 nell’area dell’ASL TO3). Ho verificato personalmente che la paziente della val Chisone è seguita dall’Asl TO3, riceve l’assegno di cura previsto per i malati di Sla e tutte le provvidenze necessarie. Il marito aveva fatto la scelta di seguire personalmente e direttamente l’assistenza domiciliare della moglie e posso immaginare che sforzo gli sia costato, sia fisico che morale. Ora i servizi sociali dovranno prestare ancora più attenzione a questa famiglia».

L’assessore alla sanità ha poi precisato che «la Regione Piemonte non ha mai interrotto (e non intende farlo!) il supporto economico a questi pazienti e proprio a fine luglio in occasione dell’ultima riunione del tavolo ministeriale di monitoraggio dei conti della sanità, abbiamo chiesto al Ministero di non far prevalere una visione meramente economica, ma di tenere conto delle necessità di assistenza sociale e sanitaria da parte dei malati di Sla, ottenendo rassicurazioni in merito (il che ci consentirà anche di continuare a sostenere ad esempio l’acquisto dei sintetizzatori vocali). Quanto avvenuto in Val Chisone deve essere di stimolo a tutti per proseguire nell’impegno a favore dei malati di Sla e dei loro famigliari, un impegno che da parte di questa amministrazione regionale non deve venire meno!»

Saitta non risparmia una “frecciata” alla campagna “Ice Bucket Challenge“: «Se ricordate, un anno fa in queste ore su Fb tutti si facevano la doccia gelata per richiamare l’attenzione e raccogliere fondi per la ricerca sulla Sla. Io ero stato un po’ critico, dicendo che per combattere queste malattie così drammatiche servivano più i fatti che le immagini sui social».

La campagna era mirata appunto a raccogliere fondi per la ricerca e non per l’assistenza e, nonostante i dubbi di Saitta, fu  messa insieme una significativa somma di denaro. Anche Vita Diocesana, nel suo piccolo, diede il suo contributo.

Lascia perplessi, infine, il fatto che l’assessore regionale alla sanità stigmatizzi i social di cui, tuttavia, fa ampio uso per comunicare quasi quotidianamente il suo pensiero.

P.R.

La copertina del profilo facebook di Antonio Saitta

La copertina del profilo facebook di Antonio Saitta