25 gennaio 2016

In occasione del Giorno della Memoria (27 gennaio data della liberazione di Auschwitz), venerdì 5 febbraio, il “Cantiere Senza Sensi” e la sezione ANPI (associazione partigiani) di Pinasca e Inverso (con il patrocinio dei due comuni) propongono la rappresentazione teatrale “Senza Sesso – Il Musical”. Lo spettacolo verrà rappresentato nel Salone Polivalente di Pinasca alle 20:45 da “Cantiere Senza Sensi”, un’associazione di promozione sociale costituitasi nel 2013 per portare avanti l’esperienza del laboratorio teatrale e di espressione musicale nato, a partire dal 2005, all’interno del Centro Diurno per Disabili di Perosa Argentina. Abbiamo posto alcune domande a Barbara Maria Pibiri, responsabile artistico di “Cantiere Senza Sensi”.

Qual è lo spunto da cui parte “Senza sesso”?

Nel 1930, durante la crisi economica in Germania (come racconta Marco Paolini in “Ausmerzen, Aktion T4”) c’era una clinica che offriva una speranza di cura alle persone disabili. Era sufficiente una firma di consenso dei genitori, perché chiunque avesse difetti, malformazioni o malattie congenite vi ci dovesse recare per “cure innovative”. Era sufficiente una firma di consenso di genitori ignari, per finire invece dritti verso lo sterminio.

 

E dopo quest’inquietante passato?

Anno 2024: la Clinica “Errata Corrige manipola DNA per correggere le “sviste” della natura. Ma una suora, con la sua ingenuità, infila un granello di sabbia nell’ingranaggio della società di perfetti, non comprendendo la brutalità dei trattamenti, miranti a tagliare via quella fetta di società di cui pare non ci si possa fare carico. Una società di nuovo in crisi che eliminerebbe la spesa sociale perché non è produttiva.

 

Quale l’intento di questa rappresentazione dal tema tanto serio?

Anche se la visione è cruda per una famiglia con una persona in situazione di handicap, lo spettacolo non intende urtare. Attraverso l’ipotesi teatrale si propone di sensibilizzare chi stanzia le risorse economiche, taglia le indennità di accompagnamento, chiude le porte delle scuole ai piccoli portatori di handicap, sul pericolo di un “piano inclinato” illimitato: dall’esclusione delle persone disabili si passerebbe velocemente ai malati mentali e, via via, ai disadattati, agli emarginati, fino ai dissenzienti. Alla fine, ognuno di noi potrebbe rientrare nel rischio passando dal portone di qualche allettante “clinica”.

 

Che cosa vi ha spinto, in questi anni, a continuare con l’esperienza teatrale?

All’interno dell’Associazione Cantiere Senza Sensi ci sono persone in condizione di disabilità che condividono il desiderio di esprimersi attraverso gesti teatrali, parole, musica, per incontrare altre persone in contesti “normali” e non connotati dalla disabilità. Che vorrebbero riscattarsi dal brutto e scoprire l’armonia in sé attraverso la relazioni con “gli altri”: il pubblico che li sta a guardare, su un palco e non dietro il sipario chiuso di un’Ausmerzen inaccessibile.

Perché il Cantiere ha immaginato la clinica ricostruita in un futuro non così remoto.

Dato che, come si sa, la storia, talvolta, si ripete.

Guido Rostagno

locandina spettacolo Pinasca