Si sono svolgi questa mattina, nella chiesa parrocchiale di San Genesio, a Perosa Argentina, i funerali di Sergio Biamino, la vittima dell’alluvione che la settimana scorsa ha gravemente colpito la Val Chisone.

Ieri sera, alla veglia funebre presieduta dal parroco don Luciano Chino, è intervenuto anche il vescovo di Pinerolo, Pier Giorgio Debernardi.

«Ho voluto essere con voi questa sera, carissimi sorelle e fratelli di Perosa – ha detto monsignor Debernardi – per condividere il dolore della famiglia Biamino per la morte del loro caro Sergio e per incoraggiare tutti a riprendere il cammino dopo i giorni convulsi e tremendi causati dall’alluvione».

Ha quindi trattato un breve profilo dell’uomo: «Per la sua attività artigianale, appresa dal papà, egli è entrato nella vita di tante case e tante famiglie. Molti lo ricordano a esercitare il mestiere di materassaio, con la cardatura della lana, seduto sulla cardatrice manuale con il suo grembiule azzurro. Sergio era una persona, amica e generosa, che si prestava per tutti; un uomo laborioso, creativo, con profondo senso del dovere, dell’onestà e del servizio. Su questi valori umani ha educato la sua famiglia, coniugandoli con quelli della fede. Era sempre presente nella vita cittadina, già come consigliere comunale, come pure partecipe alle attività culturali (Associazione Poggio Oddone e Corale). Era un bravo alpino, sempre attivo nella vita dell’Associazione. Penso che la parola amichevole e simpatica con cui veniva chiamato, “Picin”, non solo fosse in relazione alla statura fisica, ma soprattutto in riferimento alla sua sveltezza, al suo dinamismo, al suo carattere brillante e gentile, ai suoi occhi vivaci e allegri che sprizzavano e trasmettevano gioia e fiducia».

Poi una parola per il Sindaco Andrea Garavello e per i Perosini: «La solidarietà durante questi giorni è stata tanta, è stata esemplare, è stata il segno più evidente e più convincente che la vita deve continuare. La natura ha cancellato e cambiato in parte la geografia del territorio, ma sarà l’amore per questa terra renderà Perosa ancora più sicura, più forte e più proiettata verso il futuro. L’alluvione ha provocato distruzione e morte ma non può spegnere né azzerare l’energia della speranza presente in una intera comunità. È stato un bel esempio quello offerto da giovani e da adulti. Tutti si sono sentiti coinvolti e partecipi. Là dove si accumulava pietrame, detriti e fango, lì si manifestava, e si manifesta ancora, la solidarietà che cerca di lenire le sofferenze di chi è provato fisicamente e moralmente. Auguro che possano giungere presto delle risposte affidabili da parte delle Istituzioni – Stato, Regione, Città Metropolitana – per realizzare un efficace piano di ricostruzione. La Diocesi vi è accanto nelle vostre richieste perché tutto il territorio possa ritornare a riprendere un ritmo di vita normale e operoso. Coraggio Perosa! Coraggio, perché anche queste gravi ferite saranno guarite!»

Un ultimo pensiero lo ha rivolto a Sergio e alla sua passione per i cavalli: «Come non pensare che anche Sergio sia entrato nella vita eterna su un cavallo bianco e vestito di lino bianco e puro, simbolo dell’immortalità, per vivere con il Signore per sempre. È una immagine che ci offre tanta speranza e conforto. Con questi pensieri – soprattutto con la nostra preghiera – vogliamo essere vicini alla moglie Emma, ai figli Andrea e Alessandro, e a tutti i familiari».

 

Foto Lino Gandolfo