«Si è conclusa dopo un anno di lavoro la mia attività come Presidente della Società Pracatinat. Questa azienda, dopo la cessione del ramo alberghiero ai privati, viene messa in liquidazione». Così Luigi Chiabrera, in un comunicato del 5 luglio scorso, ha laconicamente detto addio a Pra Catinat. «Gli errori del passato – ha aggiunto – devono essere recuperati rapidamente anche con la creazione di un impianto di risalita che arrivi alla parte alta del Forte. E ha auspicato che «si continui l’attività di concerto con tutti coloro che hanno dimostrato disponibilità e volontà di collaborare in questo anno».

Per ora l’attività innescata è quella della polemica tra 5Stelle e Pd, e in particolare tra Valletti-Salvai e Rostagno. Il giorno dopo la messa in liquidazione della società (votata all’unanimità da tutti i soci riuniti in Comune a Torino) e nello stesso giorno dell’addio di Chiabrera, i due pentastellati hanno attaccato duramente il PD in un comunicato stampa in cui lamentano che «ben 8 lavoratori su 12 dovrebbero essere ora trasferiti alla nuova società privata chiamata a gestire il centro. Non è ancora chiaro che fine faranno i 5 dipendenti amministrativi, in particolare se passeranno o meno alla nuova società». Altro punto caldo il «piano turistico» mirato a coinvolgere «anche le altre strutture di Valle con l’obiettivo di portare fino a 40 i dipendenti della struttura. Una prospettiva che se sostenuta dalla stessa parte politica che ha portato la società precedente alla liquidazione suona davvero poco credibile». Quindi la stoccata finale: «Sembra quasi che il PD si sia spostato sulle nostre posizioni mutuando le nostre idee come, ad esempio, realizzare una nuova cabinovia proposta oltre un anno fa in tempi non sospetti. Lavoreremo con Regione, Città Metropolitana e Comune di Torino per proporre collaborazioni più proficue rispetto a quelle attuali e fallimentari messe in campo dal monopolio PD».

La reazione non si è fatta attendere. Venerdì 8 luglio il consigliere PD Elvio Rostagno ha ribattuto con un comunicato, utilizzando espressioni simili a quelle con cui ha aperto il nuovo consiglio comunale di Pinerolo: «Forse non sanno, il neo sindaco Salvai e il Consigliere Valletti, che la campagna elettorale è conclusa. Cosa diversa è governare e riuscire, in un contesto in cui le risorse pubbliche sono ridotte, a trasformare un patrimonio storico come Pracatinat per ridargli vita». E ce n’è anche per il sindaco di Torino: «Sembra assai strano che i neo sindaci Salvai ed Appendino (che detiene il 60% dell’azionariato della Società Pracatinat), in qualità di Soci e dunque partecipi di quell’unanimità che ha determinato l’avvio della procedura di liquidazione nell’Assemblea del 4 luglio 2016, abbiano una idea così vaga e non corretta della situazione e delle sue evoluzioni. Il semplice fatto che non si conosca esattamente la situazione di come verranno riallocate le attività e con esse le persone dedicate dà da pensare. I numeri indicati dal Sindaco e dal Consigliere Valletti nel comunicato del 5 luglio sono errati».

Quali allora i numeri veri? Spiega Rostagno: «per il ramo aziendale turistico alberghiero n. 4 persone verranno occupate dal concessionario, n. 8 lavoratori (per loro richiesta) sono in mobilità; per il ramo educativo (3 persone) e amministrativo (2 persone) si lavora per procedere ad una loro allocazione in strutture adeguate agli sviluppi delle due tipologie di attività che stanno svolgendo nel ramo educativo-ambientale ed educativo-scolastico».

Liquidando come “semplicistica” la proposta di una cabinovia per risolvere «lo sviluppo della struttura di Pracatinat», Rostagno invita Salvai e Valletti a «ricostruire i passaggi e le ragioni della rinuncia». E conclude: «Abbiamo scongiurato la chiusura, salvato i posti di lavoro, dato una prospettiva di sviluppo al territorio. Sicuramente da presidiare ma con potenzialità di ampio respiro. Chiediamo al Sindaco Salvai e al Consigliere Valletti, d’ora in poi, di essere meno superficiali nelle loro valutazioni, affinché i cittadini a cui si rivolgono siano correttamente informati degli sviluppi del loro territorio».

Probabilmente non è finita qui. E resta aperta l’annosa domanda: gli ex-sanatori di Pracatinat sono una risorsa o una palla al piede per lo sviluppo turistico della Val Chisone?

P.R.

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