Poco più di cinquecento votanti, ma ben tre liste pronte a contendersi i suffragi dei Fenestrellesi che saranno chiamati ad esprimersi il prossimo 11 giugno.

Questa è la situazione nel paese celebre per la mastodontica fortezza eretta sui pendii della Val Chisone. E proprio la valorizzazione del forte San Carlo, insieme alla situazione spinosa di Pracatinat e al futuro di scuole e lavoro, rappresenta uno degli elementi comune ai vari programmi.

Andrea Giorgianni, candidato a sindaco della lista “Nuovo CDU – Cristiani Democratici Uniti”, dopo aver affermato come la sua ispirazione cristiana l’abbia spinto a scendere nell’agone della politica locale, dichiara: «Di fronte a una situazione di crisi con i negozi che chiudono e le persone che non vengono più in paese, una politica lungimirante deve, in accordo con l’Associazione Progetto San Carlo (che ha in gestione la fortezza fino al 2021), far leva sul forte per valorizzarlo e creare nuovi posti di lavoro». Sottolinea inoltre: «È essenziale migliorare il sistema di trasporti: se non sono efficaci, il richiamo turistico del forte viene indebolito».

Anche il programma di Marco Bourlot, amministratore di lungo corso e sindaco in pectore della lista “Essere Tradizione, Sentirsi Futuro”, punta forte sul turismo legato a monumenti come il forte San Carlo, senza dimenticare però il forte Mutin e la “Casa del Genio” nella quale intende creare spazi museali. «Bisogna – dichiara – che il forte, lasciando alla San Carlo le visite, si apra al paese diventando uno specchio delle varie attività artigianali e non solo». Auspica inoltre un’evoluzione della mentalità: «Fondamentale – dice – è creare, soprattutto nei giovani, una coscienza del turismo, anche come futuro lavorativo, per migliorare l’atmosfera di accoglienza del comune».

Michel Bouquet, capolista di “Fenestrelle fortemente insieme 2017” e membro della maggioranza uscente, alle insinuazioni circa la vicinanza della sua lista alle posizioni degli attuali gestori del forte risponde: «L’unica nostra carta importante dal punto di vista turistico è il Forte, ma bisogna fare di questo una vetrina per il resto del territorio, spingere chi viene qui per vedere il forte a proseguire poi verso la Selva di Chambons, il forte Mutin, l’archivio storico del priorato di Mentoulles e i vari musei di borgata». E rivela un sogno: «Fare della “Casa del Genio” un museo capace di interessare gli amanti della montagna, dedicandolo per esempio alle tecniche costruttive nostrane».

Sulla patata bollente di Pracatinat – struttura formata da un settore alberghiero sano e da un ramo d’azienda, prossimo al fallimento, dedito all’educazione ambientale – tutti i candidati puntano a salvaguardare i posti di lavoro, contando anche sull’iniziativa privata. Giorgianni pensa ad un futuro della struttura in ambito sanitario: «In accordo con l’ospedale di Pinerolo potrebbe fungere da struttura di accoglienza a tariffe agevolate per i parenti dei pazienti». E ancora: «Coinvolgendo investitori privati, Pracatinat potrebbe proporsi come centro di degenza o casa di riposo».

Bourlot immagina invece «che il comune lavori per la nascita di una fondazione che si occupi del settore didattico-ambientale per le scuole e, al contempo, sia aperta ai privati per gli aspetti manutentivi e gestionali così da generare nuova occupazione». E aggiunge: «Il privato impegnato nel settore alberghiero sta ottenendo dei dignitosi risultati e potrebbe essere interessato a subentrare nella proprietà degli immobili».

«È una grana! – si rammarica Bouquet – Seguiremo l’evolversi della procedura fallimentare per garantire gli interessi del comune. Non ho mai affrontato in prima persona la materia (è sempre stata seguita dall’attuale giunta), ma occorre confrontarsi a più livelli per trovare accordi che garantiscano sia i posti di lavoro sia la continuità dell’attività: ancora per tutto giugno a Pracatinat ci sarà gente».

Richiesto di un messaggio conclusivo, Giorgianni si rivolge perentorio a chi lo attacca per la sua origine “forestiera”: «Se vincerò, chiederò l’aspettativa dal lavoro e verrò a vivere in paese: è necessario garantire la presenza sul posto per poter governare con il buon senso che viene dalla conoscenza». E ribadisce: «Siamo un gruppo giovane che crede necessario esprimere la propria identità cristiana, anche in politica, contro il relativismo dilagante e pensa di poter fare il bene di Fenestrelle, il tutto si può riassumere, come amo ripetere, in una frase del Libro dei Proverbi: Quando il giusto governa, il popolo si rallegra».

Bouquet invece mette in evidenza come la sua sia una squadra «composta da persone del territorio, che vanno d’accordo e vogliono continuare a lavorare per Fenestrelle, tutti vengono infatti da esperienze di impegno nel paese: chi in Pro Loco, chi nel gruppo alpini o nel consiglio parrocchiale». Tra gli intendimenti della sua lista segnala «la protezione ad ogni costo delle nostre scuole, creando inoltre un asilo nido che possa servire sia ai residenti sia alle persone da fuori comune». E aggiunge: «Oltre agli interventi sul territorio, mi piacerebbe investire sulle persone: vorrei restituire a Fenestrelle un clima di fiducia e di voglia di fare per il paese; questo ultimamente mi sembra sia mancato».

Il più anziano del lotto, Bourlot, memore dei suoi trascorsi da vicepresidente della Comunità Montana Valli Chisone e Germanasca, proietta il suo sguardo sui rapporti col resto del territorio: «Sarà indispensabile valutare quale forma di Unione dei Comuni sia la più adatta alle nostre esigenze: i vari paesi dovranno studiare convenzioni per gestire insieme alcuni servizi comunali». E rilancia sul turismo: «Occorre costruire una cultura capace di difendere e valorizzare l’immagine e l’identità del paese e, allo stesso tempo, pronta a cogliere le richieste e le aspettative dei visitatori».

Guido Rostagno