16 aprile 2015

Pequerel, villaggio alpino addossato sul dorso del monte Pelvo, è famoso soprattutto per il paravalanghe. Alla vista un “tetto” che protegge tutte le case dalle frequenti cadute di neve e slavine.

Ad oggi sono solo due gli accessi alla borgata. Uno è la strada che lo raggiunge dal sopra e che passa nel territorio dell’ex parco Orsiera Rocciavre.

Una strada che però rimane chiusa per gran parte dell’anno (dal 1/10 al 31/5). In alternativa c’è un sentiero percorribile solo a piedi che parte da Fenestrelle raggiungendo il villaggio dal basso.

Rendere agibile questo secondo accesso è uno dei progetti “immaginati” da due giovani laureate in architettura che hanno elaborato la loro tesi proprio su Pequerel.

Sono Alice Rostagno, rolettese, “figlia d’arte” dell’architetto Elvio (attuale consigliere Regionale) e Tiziana Rocca di Santena.

«Abbiamo fatto la scelta di occuparci di una realtà di territorio piuttosto che elaborare una tesi teorica – spiega Alice –per ipotizzare un riuso delle borgate abbandonate, affinché non subiscano il logorio inflitto dal tempo e dalla non curanza».

Il progetto di rifunzionalizzazione scritto da Alice e Tiziana si è incentrato sul tema del risparmio energetico con tecniche costruttive e materiali in grado di incentivare il recupero della filiera produttiva locale.

«Abbiamo voluto progettare un “Centro per pensare” – prosegue Alice -, creare cioè un eco-villaggio montano ispirato all’esperienza di Para Loup, nel comune di Rittana, in provincia di Cuneo, abbinando l’antico e il nuovo ma senza nascondere gli interventi di recupero.

Lasciando visibili la pietra e il cemento per essere chiari, e utilizzando dei materiali reperibili in zona ed ecologici». Tiziana aggiunge: «Noi “della pianura” pur non essendo distanti geograficamente sentiamo come un mondo a parte la montagna.

L’esperienza di questo progetto mi ha fatto scoprire una realtà che ho l’impressione sia volutamente tenuta ai margini dai grandi centri e mi ha anche fatto scoprire gli usi e i costumi di chi la montagna l’ha vissuta davvero. Sia l’amministrazione comunale, sia gli ex abitanti del villaggio sono stati molto disponibili».

Ex abitanti, appunto. Ma le case in piedi o in via di decadenza di chi sono? «Sono di privati dei quali spesso non si ha notizia e probabilmente non hanno più coscienza delle proprie case che potrebbero diventare di gestione comunale per via della legge dell’usucapione».

Il progetto potrebbe essere realizzabile? «Se più privati si interessano allo stesso fine la cosa potrebbe essere fattibile – conferma Alice -. Naturalmente c’è bisogno di finanziamenti e di soggetti interessati.

A questo proposito abbiamo avuto a che fare con persone motivate e molto legate a Pequerel che ci hanno fornito molti dati soprattutto sul contesto storico e antropologico del sito. Ogni anno in agosto organizzano ancora la festa del paese».

Il 29 marzo 2014 è stata organizzata presso il Comune di Fenestrelle una serata di presentazione del progetto delle due giovani neo laureate aperta a tutti con l’intento di scoprire se ci fosse qualcuno interessato a renderlo reale.

«Molti hanno accolto con piacere e interesse la cosa soprattutto per la visibilità data al territorio. In ogni caso i dati raccolti dalla nostra tesi sono stati apprezzati dal Comune di Fenestrelle che li ha acquisiti come aggiornamento».

Ad un anno di distanza da quell’incontro e in attesa che qualcuno o qualcosa si muova, la tesi è stata pubblicata anche sul sito lacittanuda.it, un magazine on line realizzato da alcuni giovani architetti (Valerio Fogliati di Torino, Ambra Seghesio di Dogliani, Giulia Desogous di Cagliari) che hanno come obiettivo lo scambio mediatico di idee, articoli, fotografie su temi legati all’architettura.

Che venga realizzato o meno il progetto, resta il fatto che questa tesi punti i riflettori su un tema caldo e attuale: il desiderio di molti giovani di ritornare alla montagna. Naturalmente là dove essa possa offrire qualche reale e concreta opportunità.

Ives Coassolo 

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