20 luglio 2015

Andiamo in montagna a prendere il fresco, si diceva un tempo. Quest’anno, però, l’eccezionale afa di luglio non ha risparmiato nemmeno le quote più elevate. Se ne sono accorti i residenti, i villeggianti e anche quanti operano all’interno dei parchi. Ne abbiamo parlato con Nadia Faure, responsabile della comunicazione, fruizione ed educazione dell’Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie.

Esiste un piano di monitoraggio delle variazioni climatiche nei parchi?

Relativamente alla climatologia l’ente non ha un proprio piano di monitoraggio ma partecipa attivamente alla Rete fenologica forestale del Piemonte con diversi siti di rilevamento. Lo scopo della rete e del progetto è comprendere e approfondire la risposta degli ecosistemi forestali nord-occidentali italiani alle variazioni climatiche in atto i cui effetti non sono ancora sufficientemente approfonditi. Ma tali considerazioni sono possibili solo attraverso osservazioni dirette, svolte per molti anni consecutivi, su alcune specie rappresentative situate in luoghi diversi in cui siano rilevate anche le variabili meteorologiche.

Il caldo eccezionale di questi giorni ha avuto conseguenze sull’ ecosistema dei parchi?

Le conseguenze sull’ ecosistema potranno essere individuate e descritte solo a posteriori confrontando e analizzando più anni di monitoraggio.

Il personale dell’Ente è un importante osservatore che lavora costantemente sul campo, effettua monitoraggi e raccoglie serie importanti di dati che richiedono però tempi lunghi di caricamento in banche dati e di elaborazione. La correlazione scientifica su questi dati è in ogni caso sviluppata da istituti universitari, ricercatori e enti preposti.

Avete osservato fenomeni particolari per quanto riguarda la flora montana?

Il caldo di queste settimana ha sviluppato una grande fioritura ad esempio di orchidee spontanee che seccheranno velocemente se non pioverà.

Per quanto riguarda la fauna presente nei parchi ci sono delle specie che risentono in modo particolare di queste variazioni climatiche?

La tipica fauna alpina – pernice, gallo forcello e lepre variabile – è senz’ altro quella che risente maggiormente del caldo eccezionale ad alta quota. Il censimento al camoscio effettuato in contemporanea sui nostri parchi proprio questa settimana evidenzia chiaramente lo spostamento degli animali nelle zone più fresche.

Il caldo “estremo” influenza anche l’attività escursionistica e turistica? Ci sono particolari accorgimenti da adottare?

È importante che gli escursionisti e soprattutto i ciclisti – se poco allenati – non affrontino escursioni in salita nelle ore centrali della giornata. Indispensabile per gli escursionisti è affrontare sempre la montagna con l’abbigliamento adatto: scarponcini, cappellino, crema da sole, occhiali da sole e soprattutto avere sempre nello zaino tanta acqua. L’abbigliamento è importante. Negli ultimi anni sempre più spesso si incontrano turisti con calzature da spiaggia sui sentieri dei nostri Parchi. Questo comportamento è da imprudenti.

P.R.

I pascoli alpini che sovrastano Pian dell'Alpe (Val Chisone)