Se non fosse per questo 2017 così siccitoso, verrebbe da dire che «molta acqua è passata sotto i ponti», anche se purtroppo, in qualche caso, i ponti proprio non ci sono più.

Quasi un anno è passato dai tristi giorni dell’alluvione riversatasi, in special misura, su Pinasca, Perosa e Roure nell’autunno scorso.

Il comune sicuramente più colpito sia nelle infrastrutture, sia a livello emotivo – per via della tragica scomparsa di Sergio Biamino – è stato Perosa Argentina il cui sindaco, Andrea Garavello, commenta: «È trascorso un anno, ma i problemi sono ancora di là dall’essere risolti in modo completo: abbiamo già rendicontato alla Regione 1 milione e 300mila euro dei lavori di somma urgenza (quelli che sono stati finanziati in prima battuta, ndr), quelli per le criticità più impellenti a cui rimediare».

Resterebbero opere per circa altri 9 milioni ancora in attesa di essere finanziate. Puntualizza Garavello: «Abbiamo ricevuto stanziamenti per alcuni interventi ritenuti “urgenti”: le strade di Brandoneugna alta, dei Poetti, di Cerena e Cialviniera (circa 100mila euro) e per lo studio idraulico per porre mano alla frana di Rio Briera (zona di Meano). Dalla regione poi per interventi sul Rio Albona e Rio Agrevo sono arrivati circa 900mila euro, oltre ad altri 80mila per la strada di Ciampiano che è stata inserita successivamente tra le somme urgenze».

A volte, però, il problema sta nei tempi tecnici necessari ai progetti: «I tempi sono lunghi poiché sono richiesti studi preparatori giustamente molto accurati; nel caso dell’Albona e di Rio Agrevo la giunta ha già approvato il progetto definitivo, siamo in attesa del parere paesaggistico dalla Regione, ma contiamo di approvare il progetto esecutivo entro fine mese e, finalmente, poter appaltare i lavori in primavera».

Il sindaco aggiunge qualche curiosità: «Gianfranco Fioraso, un geologo del CNR, ha compiuto degli studi d’archivio e ha potuto appurare che un fenomeno simile a quello verificatosi lo scorso autunno si era probabilmente avuto nel 1810; esistono quindi delle ricorrenze in questi fenomeni, certo non è stato possibile capire se prima del XIX secolo ci siano stati episodi analoghi, magari più ravvicinati». Anche la storia, che mostra il ripetersi degli eventi, funge da stimolo alla ricerca di sistemi per ovviare a problemi già sperimentati: «Tra le soluzioni per mettere in sicurezza, ad esempio, la zona di Meano occorrerebbe realizzare un cosiddetto bacino di accumulo per il contenimento delle colate detritiche. In soldoni sarebbe una sorta di diga che lascia passare l’acqua ma non i massi». Ma sono proprio i soldoni – circa mezzo milione di euro – a mancare. Il comune si è fatto carico di alcuni lavori in parte con risorse proprie (150 mila euro), in parte con i fondi dei Piani di Manutenzione Ordinaria (circa 130mila): «Sono stati fatti interventi su Rio Combale e Rio del Quinto; attraversamenti stradali e asfaltature (Combe Ciabot), ripristini di barriere stradali (Rio Agrevo e Via Ribetto) e varie opere di regimazione delle acque».

Ad aggiungere una nota beffarda ai tanti danni «i vincoli di bilancio – ricorda sconsolato Garavello – ci obbligano a tenere bloccati circa 300mila euro: ci sono, ma non possiamo utilizzarli. È assurdo quando ci sono situazioni critiche che possiamo solo tamponare!»

Proprio per realizzare alcune opere dal costo altrimenti insostenibile, si stanno percorrendo strade di finanziamento alternative: «Il dirupo sotto la Novacoop si è rivelato nella sua gravità quando erano già state stabilite le somme urgenze – spiega il sindaco perosino – perciò ci è stato consigliato di provare a inserirlo nel ReNDiS (Repertorio Nazionale degli Interventi per la Difesa del Suolo). Il ministero sceglierà, tra i progetti inseriti nel repertorio, sulla base di criteri di costi-benefici a quali assegnare fondi. Trattandosi di un progetto che coinvolge più comuni (anche Pinasca, Inverso e Pomaretto) abbiamo buone speranze che possa ricevere contributi». Aggiunge Garavello: «Proveremo a inserire nel ReNDiS anche altri progetti, come quello per il bacino di accumulo sull’Albona».

In conclusione Andrea Garavello ci tiene a sottolineare il buon rapporto instaurato con i funzionari della Regione: «Sono stati sempre presenti, dimostrando competenza e disponibilità, dispensando preziosi consigli anche al di là di quanto sarebbe stato lecito aspettarsi».

 

GUIDO ROSTAGNO