Pragelato. Il 24 aprile messa di Pasqua a CasAlpina Don Barra sarebbe stato contento. Domenica 24 aprile, nella “sua” chiesa, quella dedicata alla Madonna della neve, un piccolo gruppo si è riunito per la messa di Pasqua. Dietro all’altare don Domenico Osella, parroco di Roletto e Presidente dell’Istituto Sostentamento del Clero. Nei banchi una ventina di fedeli “speciali”. E CasAlpina ha respirato di nuovo il clima della sua giovinezza. L’essenzialità di una liturgia semplice. La luce della sera a pioggia sulle grandi vetrate. La preghiera composta e immediata di un gruppo di disabili psichici seguiti dagli educatori della cooperativa Azzurra che da ottobre ha in gestione la struttura.
Don Barra sarebbe stato contento. Si sarebbe trovato a suo agio nell’apparente nullità di uomini e donne che stanno ai margini delle cose che contano. Si sarebbe sentito a casa.
Dopo la messa tutti sui gradini dell’altare per la foto ricordo. Quindi la cena di Pasqua. Giusto per far festa insieme. Giusto per sentirsi in famiglia. Una donna rannicchiata a respirare gli ultimi sorsi della sera si confida con don Domenico. “Mio figlio si è suicidato ma adesso sono felice perché questa sera giochiamo a carte”. È la linea sottile che separa la gioia dal dolore. I sani dai folli. La valle si addormenta. Martedì arriva un altro gruppo. I ragazzi della comunità torneranno a Milano con il ricordo di una breve vacanza in montagna.
Don Barra è lì con loro. Sorride con una lacrima che gli riga quel faccione da prete santo.
È Pasqua. In cielo. E sulla terra.

Patrizio Righero Una foto dopo la Messa.