Guida all’unica via ferrata presente nella Val Chisone La Val di Susa conta a tutt’oggi dieci vie ferrate (Sacra di San Michele, Rocca Bianca di Caprie, Orrido di Chianocco, Orrido di Foresto, Gorge della Dora Riparia, Sentiero attrezzato di Punta Charrà, ferrata “la Ruà”o del Rouas a Melezet, ponte tibetano più lungo del Mondo a Claviere con annessa ferrata dei Bunker e Rocca Clarì). La dirimpettaia Val Chisone ha in contropartita una sola via ferrata vera e propria e un itinerario attrezzato nello stesso luogo, di tutto rispetto, nel vallone del Bourcet. In pochissime parole per i neofiti spieghiamo il fenomeno “via ferrata” che sta imperversando ormai in tutte le Alpi. Si tratta di un percorso facilitato, di solito su roccia, ove sono stati infissi cavi metallici, scalini, a volte ponte tibetani… Si percorre con un “kit da ferrata” che consta di imbragatura con dissipatore, due moschettoni uniti a due fettucce omologate, casco, scarpe da trekking leggero, un rinvio corto per i tratti di braccia. Non si può in due righe indire una lezione di progressione su tali percorsi, ma solo invitare i lettori più curiosi e non preparati ad appoggiarsi in zona per le prime volte a guide alpine o centri specializzati come il CAI. Descriviamo ora in breve la stupenda e recente “via ferrata” sita nel vallone del Bourcet. Tale percorso è stato dedicato al maggiore d’artiglieria Nicola Ciardelli, caduto a Nasiriyah in Iraq il 27 aprile del 2006. Con l’occasione citiamo anche gli altri percorsi più facili in zona. La ferrata in esame è facilmente raggiungibile da Pinerolo per la statale 23 del Sestriere, superando gli abitati di Perosa Argentina e Roure. A sinistra di Roreto Chisone (frazione di Roure che consta di quattro borgate), quasi al fondo del paese, sulla sinistra una strettoia conduce ad un ponte sul torrente Chisone da cui trae origine il nome della valle. Poco oltre il ponte si parcheggia l’auto. Per una stradina sterrata si entra nel vallone del Bourcet superando tutte le falesie d’arrampicata, fino a portarsi con circa mezz’ora di marcia alla base della ferrata che si scorge sul lato destro di salita, sinistra idrografica, notando una freccia indicante il nome della ferrata. In breve si è all’attacco. Quota all’inizio della ferrata 1050 m, sviluppo 400 m, dislivello di avvicinamento 200 m circa, difficoltà elevata (non è consigliabile fare come prima volta questo percorso se non si è un po’ pratici), ore di percorso due. Il primo tratto è una placca un po’ tecnica di braccia alta circa 40 m (cavo e gradini), a cui seguono alcuni traversi che conducono a un ponte con un unico cavo per i piedi e due per le mani, più il cavo a cui applicare la sicurezza per procedere. Dopo il ponte un breve tratto in salita conduce ad un lungo traverso (dopo abbondanti piogge è molto bagnato) su una cengia erbosa che conduce al tratto finale su una parete-diedro spettacolare e molto esposta (cavo e gradini). Dalla cima conviene seguire il sentiero di sinistra (rispetto a chi ha salito la ferrata) di nuova valorizzazione che evitando tutta la parete scende a zig-zag in quaranta minuti scarsi poco sopra l’inizio della ferrata. Dopodiché si rientra per la stradina a valle. Per accontentare anche gli escursionisti meno preparati, il 19 giugno ci siamo recati a perlustrare il vecchio sentiero attrezzato che sale in corrispondenza della prima zona rocciosa attrezzata e serve oggi come comoda via di discesa agli alpinisti che scalano le pareti del Bourcet. Anche la fascia alta circoscritta dopo la croce in ferro e il libro di vetta all’uscita dello “spigolo grigio” è in parte attrezzata con nuove catene che servono per scendere dalle vie più alte. Oltre si entra in una fascia boschiva dove i segni blu sono appena abbozzati e non è facile ricongiungersi in alto all’uscita della nuova e spettacolare “via ferrata”. Questo sopralluogo a vecchi itinerari si prefigge l’idea di unire ad anello le due ferrate e ciò è possibile con un minimo lavoro di segnaletica dove i segnali blu e rossi sono poco marcati, anche perché chi compie la nuova ferrata scende ora dal sentiero diretto allestito da poco e dal quale noi siamo scesi per completare il giro ad anello e dar modo a tutti i lettori di esplorare un vallone veramente selvaggio e di una bellezza incredibile.

Lodovico Marchisio e Vilma Stroppiana Suggestivo paesaggio della Ferrata del Bourcet Paesaggio della Ferrata del Bourcet