25 agosto 2015

Da Lampeduisa a Villar Pellice. A tutto tondo l’impegno della chiesa valdese per far fronte all’imponente flusso migratorio che sta sconvolgendo il Mediterraneo. Ieri, presso la “Casa valdese” di Torre Pellice, in una conferenza stampa sono state presentate alcune delle iniziative di accoglienza promosse. Paolo Naso, coordinatore della FCEI (Commissione studi della Federazione delle chiese evangeliche in Italia), ha illustrato il progetto Mediterranean Hope (MH), gestito dalla FCEI, in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio, e finanziato con i fondi 8 per mille della Tavola valdese.  Il progetto si articola in un Osservatorio sulle migrazioni istituito a Lampedusa, la “Casa delle culture” un centro di accoglienza e di incontro a Scicli (RG), un relocation desk per seguire il progetto migratorio delle persone accolte.

L’esperienza dell’Osservatorio sulle migrazioni di Lampedusa è stata illustrata da Marta Bernardini, da oltre un anno operatrice di MH sull’isola. L’Osservatorio, oltre ad essere impegnato nell’azione di prima accoglienza, si propone di raccogliere le storie di chi arriva a Lampedusa come pure quelle degli abitanti dell’isola.

Infine Marco Armand Hugon ha presentato gli interventi nell’area torinese e delle Valli valdesi del Progetto integrato di accoglienza dei richiedenti asilo, promosso dalla Diaconia valdese. “In questi giorni siamo stati coinvolti dalla Prefettura di Torino per l’accoglienza di circa 60 persone a Villar Pellice, in un edificio di proprietà della Regione Piemonte. Si tratta di un intervento di emergenza, diverso dai modelli di accoglienza che normalmente attuiamo e che prevedono l’inserimento di piccoli gruppi di rifugiati nei comuni delle Valli”.

Villar Pellice