Bibiana. Incontro con Marisa Fenoglio, apicoltrice per passione e per necessità

Tra le colline di Bibiana ai piedi della frazione Famolasco, sul confine di Bagnolo nel 2005 è nata l’Apicoltura Fenoglio Marisa. Oltre al miele (acacia, millefiori, rododendro, castagno, tiglio, tarassaco e melata) commercializza altri prodotti derivati dagli alveari come polline, propoli, pappa reale, nettare reale e miele con nocciole. La vendita di miele avviene sia al mercato che direttamente nell’azienda (via Rio Marrone, 14). L’Apicoltura è inoltre impegnata nel progetto di fattoria didattica per le scuole. Abbiamo incontrato la responsabile dell’impresa, Marisa Fenoglio, per farci raccontare attività e progetti futuri.

Com’è iniziato il suo lavoro da apicoltrice?

Ho sempre lavorato in fabbrica, ma negli anni ’70 ho imparato il mestiere dell’Apicoltore e l’ho coltivato come Hobby. Nel 2005, quando ha chiuso la fabbrica in cui lavoravo, l’attività di apicoltura è diventata il mio lavoro e ho registrato l’azienda “Apicoltura L’Ape Maya di Fenoglio Marisa”, poi rinominata semplicemente “Apicoltura di Fenoglio Marisa” a causa di un richiamo sul Copyright.

Marisa Fenoglio accanto agli alveari che cura da quando ha avviato l'attività nel 2005

Ha dei collaboratori o lavora da sola?

Collaboratori fissi non ce ne sono. In certi periodi dell’anno, soprattutto quando ci sono da spostare le api, affitto un camion e mi faccio aiutare da amici e parenti. Tutto il resto delle attività, invece, è in mano mia.

Quali sono i momenti dell’anno di maggior difficoltà?

Senza dubbio l’inverno, periodo in cui muoiono le api che vanno rimpiazzate con una spesa notevole. Nei prossimi anni spero di riuscire a portare le api in Liguria dove patiscono meno il freddo. Altre difficoltà sorgono a causa della burocrazia: basti pensare che per poter produrre e vendere il miele con le nocciole ho dovuto investire denaro per fare modifiche al laboratorio e renderlo a norma per quel particolare prodotto.

Accanto alla vendita di Miele quali sono le attività dell’apicoltura?

La nostra Apicoltura è impegnata da anni nel progetto di fattoria didattica, indirizzato alle scuole. Mi piacerebbe anche far venire qui dei ragazzi che vogliono imparare il mestiere dell’apicoltore. Avevo partecipato agli incontri di un progetto promosso dalla Coldiretti (Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti), ma poi alla fine non mi hanno mandato nessuno; sono anche andata al centro dell’impiego per dire che sono disposta ad insegnare ai rifugiati politici, donne della tratta o ragazzi dai centri sociali: insomma, chiunque abbia voglia di imparare. La mia proposta è di insegnare gratuitamente, ma quando ho telefonato al centro valdese che ospitavano dei rifugiati politici hanno detto che li mandavano solo se li pagavo. E per me questo non è sostenibile: delle otto ore di lavoro giornaliere, dovendo seguire degli apprendisti riuscirei a farne a malapena la metà e se devo anche pagare gli apprendisti l’attività non regge. Io comunque sono ancora disponibile a fornire questi insegnamenti, e se qualcuno fosse interessato mi può contattare al numero 0121559353.

Come ha influito la crisi economica sul settore agricolo?

Con la crisi sono diminuite leggermente le vendite al mercato. Il numero di clienti non è diminuito significativamente, ma questi acquistano di meno: invece di comprare un vasetto di miele grande, ne comprano uno piccolo. Poi, dipende anche da dove uno va a vendere: qui in valle si vende poco o niente, perché in tanti hanno il proprio orto, quindi la verdura si vende di meno e gli agricoltori vendono il miele insieme alla verdura per incoraggiare l’acquisto. Quindi chi vende miele deve “buttarsi” nelle grandi città, noi infatti andiamo a vendere al mercato di Torino. L’Apicoltura, comunque, è un settore che non muore; non ci si arricchisce ma non si deve chiudere l’attività per mancanza di soldi. Il miele è un prodotto che si continua a vendere, l’introito dipende anche dalle fortune/sfortune dell’annata e da quando si riesce a produrne.

NICOLÒ MOSCA