L’Ospedale di Torre, come quello di Pomaretto, non deve chiudere. Bisogna attivarsi per salvarlo in sinergia con quanto si fa in Val Chisone e Germanasca. Queste le conclusioni dell’assemblea, indetta dai sindaci della Val Pellice, che affollava la Galleria Scroppo di Torre Pellice la sera del 16 luglio.

I numerosi interventi di amministratori pubblici, lavoratori della sanità, esponenti del Comitato per la difesa dell’Ospedale Valdese di Pomaretto, hanno evidenziato alcuni concetti fondamentali: i posti letto di lungodegenza e riabilitazione dei due ospedali vanno mantenuti perché sono conformi alla normativa vigente; sono indispensabili alla cura dei pazienti, non è realistico proporre di sostituirli con servizi domiciliari; se sparissero, malati e familiari dei 47 comuni del Pinerolese sarebbero costretti a lunghi trasferimenti, anche fino a 50 chilometri; per salvarli ci vuole anche una mobilitazione della società civile in tutte le sue articolazioni.

Riccardo Baral, del Comitato per l’Ospedale di Pomaretto, ha esplicitamente ricordato l’impegno della Chiesa Valdese e della Chiesa Cattolica e la perdurante solidarietà del vescovo di Pinerolo, monsignor Debernardi; tra l’uditorio erano presenti anche presbiteri, diaconi, laici della zona pastorale Val Pellice.

È stata citata una proposta fatta alle comunità valdesi e alla diocesi: suonare insieme le campane domenica 21 luglio per coscientizzare sul tema degli ospedali.

Si è inoltre deciso di fondare per l’Ospedale di Torre un comitato, analogo a quello per Pomaretto, che organizzerà sistematiche iniziative; già si stanno raccogliendo reclami all’ASL per chiedere che i posti letto di Torre siano mantenuti in quanto conformi al piano salute 2010-2012.

Anna Maria Golfieri

Le campane suonano per gli ospedali