L’Asiago tira fuori un terzo periodo di sostanza e batte la Valpe con un pirotecnico 6-7. La squadra di Parco si conferma così bestia nera della Valpe, sconfitta per la terza volta in stagione dopo il pesante 6-0 dell’andata e l’1-0 che ha regalato la supercoppa italiana ai veneti.

Entrambe le squadre giocano con il portiere di riserva: nella Valpe manca Frazee, convocato dalla nazionale americana per la Deuteschland Cup, al suo posto c’è Andrea Rivoira. Nell’Asiago, Parco concede un turno di riposo a Marozzi dopo la partita di due giorni fa contro il Val Pusteria e manda sul ghiaccio Turra.

La Valpe imposta la partita in attacco e di risultati non tardano ad arrivare: dopo il primo periodo i ragazzi di Flanagan conducono 2-0, dopo il secondo 4-1. Nella terza frazione, però, l’Asiago reagisce con i suoi uomini più rappresentativi e segna 5 reti, mettendo fine ai sogni di gloria torresi.

Da segnalare la quarta rete dell’Asiago, messa a segno da Di Domenico con un gran tiro dalla blu che non lascia scampo all’incolpevole Rivoira. Un gran gesto tecnico da parte di un giocatore di altra categoria che questa sera ha giocato anche da difensore, come spiegato da coach Parco a fine gara: «Mancavano alcuni difensori, e Chris è quello che, già lo scorso anno, si è dimostrato più propenso ad adattarsi nella linea difensiva. Inoltre, la sua carriera l’ha cominciata come difensore, si è “spostato” in attacco solo a 16 anni».

Parco ha poi espresso soddisfazione per come è stata gestita la gara: «È stata una partita strana, in cui è successo di tutto. Sia noi che il Valpellice abbiamo giocato con il portiere di riserva, e il nostro (Turra, ndr) non scendeva sul ghiaccio da diverso tempo. Abbiamo reagito bene dopo essere stati più volte in svantaggio. Asiago squadra da rimonte? Spero di no! È vero che quest’anno ci siamo trovati diverse volte a dover recuperare i risultati, ma penso sia un caso».

Comprensibilmente amareggiato, dall’altra parte, Mike Flanagan: «L’Asiago è una delle migliori squadre del campionato e questa sera l’ha dimostrato ancora una volta. Noi, invece, abbiamo dimostrato perché non siamo al top: non riusciamo a rimanere concentrati per 60 minuti e ci “rifiutiamo” di giocare come si deve in fase difensiva. In poche parole, ci siamo suicidati».

La prima linea ha confezionato tutte e sei le reti della serata, ma per Flanagan non basta: «Quello che conta è il risultato, non quanti goal o quanti assist fanno i singoli giocatori. Non basta neanche giocare bene due periodi su tre, se alla fine esci sconfitto».