Maggio 2014

Ogni epoca reca con sé un prezioso patrimonio etnico. Un bagaglio umano, culturale, storico da tramandare: il retaggio di quel piccolo mondo che la storia ufficiale ignora.

Per fortuna, ogni tanto, qualcuno dà voce alla memoria, con pazienza, amore, precisione, rispetto: perché coloro che non ci sono più continuino a vivere nel cuore di chi resta. Perché fede, dialetti, ricordi, sogni non vadano smarriti. Con semplicità e delicatezza, Marta Baret ci racconta la sua “Gente in guerra”, aiutandoci a riscoprire importanti brandelli di vita sommessa e sommersa.

Accompagnandoci attraverso le borgate devastate, i campi di sterminio, le montagne rifugio dei ribelli.

Presentandoci quarantadue figure indimenticabili, la cui esistenza viene ricostruita dall’epoca della seconda guerra mondiale fino ai giorni nostri, attraverso ottime fotografie e struggenti testimonianze. Donne e uomini coraggiosi: militari, partigiani, staffette, insegnanti, combattenti, deportati, mogli, madri. Il capitolo dedicato a Suor Ida Bert, diaconessa e infermiera, sottolinea un importante esempio di ecumenismo ante litteram, spiegando come la religiosa valdese e il parroco don Giulio Richiardone aiutassero insieme chi doveva nascondersi, salvando parecchie vite (pag. 84) a Bovile e dintorni. Altre pagine commoventi sono dedicate a Regina Pero in Bergoin, deceduta nel 2012 e nota fino all’ultimo per il suo impegno sociale, a Enrichetta Bounous ed Elvira Pons.

Lo stile è pacato, scorrevole, chiaro, accessibile a chiunque.
“Gente in guerra. Testimonianze raccolte nel pinerolese 1935-1945” è stampato da Lareditore: euro 16, pag. 191.

Edi Morini

Gente in guerra- senza zucchero ma compressa