Pinerolo 18 aprile 2014

Nell’ambito delle celebrazioni del 69° anniversario della liberazione in val Pellice alla Fondazione Centro Culturale Valdese (via Beckwith 3 a Torre Pellice), dal 23 aprile e fino al 4 maggio una mostra racconta gli scioperi del ’43. “Pane, pace, libertà”, questo il titolo della mostra preparata in occasione dei settantanni dagli scioperi, che solo nel Pinerolese l’agitazione coinvolse quasi 10.000 lavoratori, è stata realizzata dall’Anpi coordinamento del Pinerolese e dal Comitato val Pellice per la difesa dei valori della Resistenza e della Costituzione repubblicana.

L’esposizione, a cura della Fondazione Centro Culturale Valdese sarà aperta ufficialmente dal 23 aprile alla sede della Fondazione in via Beckwith 3 a Torre Pellice dove è prevista il 27 aprile alle 17 una presentazione della mostra e dei fatti del marzo 1943 a cura del prof. Lorenzo Tibaldo.

Furono circa 100.000 gli operai di Torino e Provincia coinvolti negli scioperi del marzo 1943. Lo sciopero era un reato grave, tanto più in tempo di guerra. Non ci furono comizi né manifestazioni nelle piazze: gli operai entravano in fabbrica e non davano inizio al lavoro.

La repressione poliziesca scattò quasi subito e vi furono numerosi arresti. Le richieste avanzate erano economiche: indennità di sfollamento, aumento dei salari, miglioramento della razione viveri. Ma l’agitazione era in primo luogo politica: era l’esplosione della protesta contro il regime fascista e la sua guerra (nelle fabbriche si lavorava per l’esercito).
Dopo due settimane e alcune concessioni economiche le agitazioni cessarono a Torino mentre iniziavano a Milano. Furono i primi scioperi dell’Europa nazifascista, un colpo mortale per il prestigio e le sorti del regime di Mussolini.

pane pace