Luserna San Giovanni. Le Biomasse continuano a far discutere, sulla questione ancora aperta si attende una sentenza risolutiva del Tar Serpeggia in val Pellice, oltre all’omonimo fiume , una certa apprensione, in particolare tra la popolazione lusernese, per la possibile costruzione di una centrale per la produzione di energia che utilizza biomasse per combustione. Le centrali a biomasse sono mezzi di produzione di energia alternativi piuttosto ricercati e altrettanto discussi in Italia.
Alcuni mesi fa, un’azienda agricola privata ha presentato un progetto alla Provincia e al Comune di Luserna San Giovanni per la costruzione una “centrale di cogestione a biomassa legnosa vergine”.
Una centrale simile produce energia elettrica tramite la combustione di materiale biologico (in questo caso legna). Una turbina interna mossa dal calore prodotto dalla combustione produce energia elettrica che può essere venduta a terzi. Il calore, come scarto di produzione, viene poi riutilizzato per portare acqua calda in via di teleriscaldamento ad alcuni utenti privati o pubblici che possono allacciarsi.
Il luogo dove dovrebbe sorgere questo impianto è un campo privato nella zona che si trova oltre il passaggio a livello di viale De Amicis, vicino al fiume. In un primo tempo la Conferenza dei servizi (l’istituto di semplificazione amministrativa volta ad acquisire autorizzazioni, atti, licenze, permessi e nulla-osta normata dalla Legge 241/90) incontratasi nel 2010, aveva cassato l’iniziativa che prevedeva la costruzione della centrale su terreno considerato “esondabile”. A seguito di una variazione del progetto e del luogo di costruzione, all’inizio di quest’anno la Conferenza dei Servizi ha dato parere positivo.
Ma a questo punto, ed è notizia recente, il Comune di Luserna San Giovanni e il Comitato Luserna Attiva hanno deciso di rivolgere ricorso al Tar contro la costruzione della centrale, ciascuno secondo il proprio iter. Le sentenze diranno cosa la popolazione si dovrà aspettare.
Vantaggi e preoccupazioni si fronteggiano: uno slancio economico e di una nuova tecnologia ecocompatibile da un lato, la vivibilità per la popolazione nei termini di salute e di qualità della vita dall’altra.
L’informazione a raggio più ampio possibile è dunque doverosa e non esclusiva e ad appannaggio di qualcuno. Per questo motivo nelle prossime pubblicazioni incontreremo via via i protagonisti della vicenda che vorranno dialogare con noi.

Ives Coassolo