Luserna San Giovanni. Sergio Lera e Massimo Travet raccontano l’Osservatorio astronomico L’Osservatorio astronomico di Luserna San Giovanni sorge sulla cima di un colle coperto di vigneti e ha la caratteristica di non avere nessun tipo di illuminazione artificiale intorno. È un ottimo luogo per guardare le stelle. Siamo andati a scoprire questa perla (forse ancora troppo nascosta) in compagnia di Sergio Lera, presidente dell’Associazione privata Astrofili Urania che tiene in gestione la struttura, e Massimo Travet, responsabile della sezione didattica.
Siamo accolti con molto calore dai due soci che, per l’occasione, hanno approntato un telescopio esterno per poter osservare il sole e le sue macchie.
Accanto ai telescopi esterni una grande parabola di metallo rivolta verso il cielo. A Luserna le stelle non si guardano soltanto ma si ascoltano. «Questo – spiega il presidente – è forse l’unico radiotelescopio del Piemonte, costruito interamente dai soci Urania. L’abbiamo dedicato ai nostri due amici mancati da poco. Nella struttura qui accanto abbiamo degli apparecchi che ci consentono di registrare la voce delle stelle, in particolare le Pulsar, stelle ormai scomparse che continuano a inviare radiosegnali. La nostra è una semina nei confronti delle nuove generazioni».
Dentro la struttura si apre un’aula didattica attrezzata e multimediale dentro la quale spicca una statua greca che tiene in mano il cosmo. È Urania. «Noi qui accogliamo le classi in visita, gli ospiti e, tutti i mesi, gratuitamente presentiamo una conferenza per tutti i soci e simpatizzanti. I relatori cercano di parlare in modo accessibile a tutti. Il dialogo tra persone colte si può sempre fare in salotto. Ciò che conta è che esista ancora un gruppo di persone che si dedica allo studio di quello che ci circonda. Più ci si accosta a un argomento e più ci si accorge che quello che sappiamo è meno di una punta di un iceberg. Questo è il bello di questa scienza».
Obiettivo dell’Associazione è trasmettere e divulgare l’amore per la scienza dello spazio. L’astronomia è anche foriera di valori e di riflessione – perché no? – sul trascendente.
«L’astronomia insegna l’umiltà perché insegna le giuste proporzioni – continua Lera – Talvolta l’uomo è affetto da narcisismo. Ricondursi alla dimensione in cui si vive e capire che siamo meno del meno di un granello di polvere insegna a capire che l’intero pianeta è casa mia. Per questo devo rispettarlo. Riguardo il trascendente: a livello personale credo a una presenza superiore perché tutto quello che possiamo osservare non può essere venuto da solo».
L’associazione è apolitica e a religiosa. «Accogliamo tutte le realtà. Il tema religioso rimane un fatto privato per non creare divisioni e confini che qui non vogliamo. La conoscenza comunque se usata bene dà sempre buoni frutti».
Non possiamo non fare al signor Lera la domanda fatidica: «siamo soli nell’universo?».
Saliamo al piano superiore nel piccolo e ricchissimo museo e il presidente si lancia in una spiegazione efficacissima: «Sarebbe presuntuoso pensare che non esistono altre forme di vita nell’universo ma il problema è la comunicazione. Un qualsiasi segnale viaggia alla velocità della luce. Ma le distanze nell’universo sono così grandi che ci vorrebbero decenni per stabilire un eventuale contatto. Il famoso Programma di ricerca di segnali extraterrestri in circa 50 anni di attività ha registrato un solo segnale di plausibile intelligenza, cioè un segnale modulato. Con un’armonia. Io non escludo comunque una presenza di vita». La posizione della Chiesa cattolica è la stessa. Non resta che visitare l’interno della cupola che contiene un grande telescopio tecnologico dotato di svariati filtri colorati per fotografare i sistemi stellari. Per un attimo, mentre la cupola si apre, la sensazione è di viaggiare su una astronave come in un film. La spiegazione si fa sempre più interessante ma il tempo fugge anche se – come diceva Einstein – è relativo. Scendendo vediamo che la struttura è provvista anche di una biblioteca specializzata fornitissima di materiale anche multimediale. Il desiderio: saperne sempre di più.
Per informazioni o visite si può accedere al sito: www.osservatoriovalpellice.it
Ives Coassolo Immagine raccolta da Sergio Lera, all'alba di mercoledì  6 giugno al Colle della Vaccera relativamente all'evento astronomico del transito di Venere di fronte al sole, evento, che si ripeterà; da noi nel 2125 L'osservatorio Astronomico di Luserna