Frossasco. Incontro con don Virgilio Gelato, parroco di San Donato e Santa Maria assunta

Don Virgilio Gelato, ci accoglie sorridente nei locali della parrocchia di san Donato di Frossasco.

Don Virgilio come vive il suo essere prete in nell’attuale contesto di secolarizzazione?

La gioia del mio ministero sacerdotale si accresce nel tempo. Oggi a noi preti è richiesto un di più di testimonianza, evangelica e solidaristica. Spesso si rivolgono a noi sacerdoti famiglie in difficoltà economiche, ma anche uomini e donne, in crisi esistenziale. Personalmente sono lieto di essere percepito dalla mia comunità di parrocchiani come un valido sostegno morale e religioso, rispetto alle sfide che la vita pone a ciascuno di noi.

Don Virgilio Gelato durante un'attività in parrocchia

Don Virgilio Gelato durante un’attività in parrocchia

Nella sua parrocchia percepisce una stanchezza dei fedeli rispetto alla testimonianza evangelica richiesta ad ogni battezzato?

Percepisco una crisi di valori, certamente causati dall’epoca storica secolarizzata in cui siamo immersi. C’è un crescente vuoto di cultura religiosa, tuttavia non mancano i semi di speranza. Ad esempio la nuova catechesi potrà produrre risultati straordinari per quanto concerne l’evangelizzazione dei più giovani. Mi piace sottolineare come i bambini siano attratti dalla fede in maniera entusiastica, a dispetto di quello che erroneamente si potrebbe pensare. Detto questo, posso constatare l’attaccamento dei miei parrocchiani alla Chiesa, compresi ovviamente quelli residenti a Cantalupa.

Quali sono le iniziative messe in campo dalla parrocchia di San Donato di Frossasco di cui va più fiero?

Mi preme sottolineare l’importanza che attribuisco ai giovani, che rappresentano il futuro della Chiesa. Credo fermamente nel ruolo (anche simbolico) rivestito dall’oratorio, espressione educativa di prim’ordine. Oltre all’esperienza dell’Estate Ragazzi, che ci vede impegnati come parrocchia per sei/sette settimane, puntiamo ad attività ludico/educative con i tredici/quattordicenni.

E per quando concerne l’aiuto ai meno fortunati?

Siamo molto attenti alle esigenze di quanti si trovano in difficoltà, ovviamente nei limiti delle nostre possibilità. Cerchiamo di attuare il messaggio evangelico di sostegno nei confronti dei bisognosi. La crisi economica si fa sentire. Come parrocchia abbiamo dato vita all’iniziativa «Adotta una famiglia del tuo paese». Questo grazie al generoso contributo dei parrocchiani. Chi può aiuta, attraverso un’offerta sia essa economica o materiale, i più bisognosi. Grazie a questa solidarietà, sosteniamo ventidue famiglie della zona, quindici di Frossasco, quattro di Cantalupa e tre di Roletto.

Come immagina la Chiesa di domani? Quali le sfide ineludibili? E come affrontarle?

Lo Spirito Santo guida e protegge la Sua Chiesa, a noi pastori è richiesta la credibilità tra azioni e parole. Sono orgoglioso di essere prete, e sento dentro di me una grande responsabilità. Con umiltà dobbiamo riconoscere i nostri limiti umani. Fatta questa premessa, sono convinto che occorra agire con discrezione per il bene delle persone. Aiutiamo i giovani a crescere, offrendo loro come esempio la parola di Gesù e facciamo in modo di non abbandonare i fedeli, confusi e smarriti di fronte alla vacuità del mondo contemporaneo. Ad esempio mi piacerebbe venisse riscoperta la validità e l’importanza del sacramento della riconciliazione, troppo spesso dimenticato nella fascia d’età quaranta/cinquant’anni. La Chiesa deve accogliere e non escludere, e farlo presentando instancabilmente il messaggio di nostro Signore.

Enzo Cardone