Dopo la geografia giudiziaria cambia anche la geografia scolastica. Dall’alto viene calata la parola “ridimensionamento”. Che cosa significa? Non verranno chiuse delle scuole ma saranno, invece, soppresse delle dirigenze e creati degli istituti comprensivi che partano dalle scuole dell’infanzia, attraverso le scuole primarie fino alle secondarie di primo grado (ovvero le vecchie scuole elementari e medie). Quindi meno presidi per il pinerolese e più scuole unite sotto un’unica egida. Nello specifico la Val Noce, con i suoi comuni di Roletto, Frossasco e Cantalupa, si troverà catapultata insieme a Cumiana sotto la guida della dirigente Manuela Buosi. In questo modo diventerà il più grande istituto comprensivo del pinerolese. 1300 alunni circa di cui 800 su Cumiana e 500 sulla Val Noce.
Di questo cambio si dice molto contenta Laura Santanera, consigliere di Cantalupa con incarico a scuola e servizi sociali: «Sono stata tra i primi a spingere in questo senso. Anche perché ci sono state in passato delle esperienze positive con Cumiana, quindi ci sono buoni auspici per questa futura collaborazione. In più bisogna anche sottolineare che l’utenza di Cumiana è più simile a quella della Val Noce. Quindi si lavorerà sicuramente bene. Rimanendo con Pinerolo si rischiava invece di incontrare un contesto più cittadino, che ha necessariamente delle esigenze diverse».
Con la preside Buosi i sindaci si sono già confrontati in un incontro preliminare, durante il quale la dirigente ha promesso di essere presente sul territorio, nella scuola media di Frossasco, almeno un paio di giorni a settimana. «Trovo che sia molto importante – commenta Santanera – avere la dirigente anche sul territorio. Di questo sono molto soddisfatta». Ma non è tutto: infatti una stanza delle medie di Frossasco sarà adibita a ufficio e a segreteria. «Questo – spiega Cristiana Storello, sindaco di Roletto – servirà anche per facilitare l’incontro coi genitori».

Il sindaco Cristiana Storello

Il sindaco di Roletto Cristiana Storello

Ovviamente questa fusione di scuole desta alcune perplessità. «Non sono chiari – racconta Storello – i cambiamenti che deriveranno da questa scelta per l’utenza e per i comuni. La richiesta che abbiamo fatto come primi cittadini della Val Noce è stata quello di cambiare il meno possibile proprio per tutelare l’utenza, ovvero i nostri cittadini. In particolare vorremmo che non ci fossero cambi d’orario per riuscire a mantenere, sulle elementari, gli attuali rientri pomeridiani. L’altro cambio che vorremmo evitare è quello di ulteriori spese per il comune. Se così non fosse l’amministrazione potrebbe dover alzare le tasse. Naturalmente faremo di tutto perché non cambi. Purtroppo, però, ultimamente fin troppo spesso sono stati calati dall’alto alcuni cambiamenti che hanno comportato maggiori spese per i comuni. Non è giusto che i tagli dall’alto debbano ricadere sulle amministrazioni locali. I comuni pagano già tutte le bollette, la manutenzione degli edifici scolastici, nel nostro caso anche buona parte delle spese per i pulmini e i loro autisti (il contributo chiesto ai genitori copre circa il 30% delle spese effettive)».
Il primo cittadino di Roletto non ha quindi dubbi a riguardo del capitolo spese: «So benissimo la cifra che mettevamo e sarà la cifra che metteremo perché è quello che possiamo permetterci senza ulteriori ricadute sui cittadini».

Manuel Marras