La Con-Pak nasce nel 1964 ed è gestita dalla famiglia dei soci fondatori sino al 2000, anno in cui entra a far parte del gruppo Fincarta. Sin dagli inizi il mercato di riferimento è quello dolciario con particolare riferimento ai prodotti da ricorrenza. Dal 1964 l’azienda ha occupato numerosi lavoratori del territorio. Oggi, però, si parla di chiusura o, meglio, di accorpamento. Infatti la compagnia sarà spostata e compattata a Chieri dove si trova una sede più grande. «Sappiamo poco di questo spostamento – ci racconta un dipendente –. Anche la data è poco nota. Sembra che sarà dopo le ferie di agosto ma non si sa nulla di preciso».
Il problema maggiore sono gli esuberi che coinvolgono anche i 150 dipendenti di Roletto. «Qualcuno – ci rivela il dipendente – andrà in mobilità e vedrà una specie di accompagnamento alla pensione. Degli altri non si sa ancora nulla».
DSC00507Antonio Torchitti, sindacalista CISL, conferma: «è previsto un percorso di 24 mesi di cassa integrazione per una ristrutturazione aziendale e per riorganizzazione. Sui due stabilimenti di Roletto e Chieri ci sono un totale di 106 esuberi che, in parte dovrebbero essere gestiti con l’accompagnamento alla pensione. Per gli altri si spera in una ripresa del mercato».
Altra problematica riguarda i trasporti: i molti lavoratori del territorio dovranno spostarsi a Chieri. Al momento attuale nessun trasporto pubblico batte questa tratta. «Ci stiamo impegnando – spiega il sindaco di Roletto, Cristiana Storello – a trattare con la dirigenza dell’azienda e con le ditte di trasporto locali per trovare delle soluzioni agevoli per tutti. Però un pullman di linea per essere attivato ha bisogno di sicurezze sul numero di persone che ne usufruiranno». Aggiunge a questo proposito il dipendente: «Il problema è che non sappiamo gli orari che ci daranno (se il normale o i turni) e nemmeno se e quanta cassa integrazione ci sarà, pertanto non siamo sicuri di riuscire a riempire un mezzo di linea. Daranno poi un incentivo legato alla presenza: ovvero per i giorni in cui si va a lavorare sono stanziati circa 6 euro. Quando uno è in ferie, in malattia o in cassa integrazione (e ne stiamo facendo in questo periodo) invece non riceverà nulla. Dicono che sono soldi non legati al trasporto ma sono buoni mensa che a Chieri sono sempre stati assegnati: iniziando a lavorare là saranno assegnati anche a noi».
Su questa situazione piuttosto complessa e articolata è intervenuto anche il parroco del paese, Domenico Osella: «Il panorama del pinerolese si sta ulteriormente impoverendo di una grande ricchezza: il lavoro delle persone. Sono molte ormai le aziende che chiudono o si trasferiscono e Pinerolo rimane sempre più vuota. La domanda che mi rimane è: la colpa è solo del datore di lavoro o leggi e sindacati ci mettono del loro?»

Manuel Marras