27 luglio 2015

Venerdì 24 luglio più di ottanta persone hanno gremito il salone parrocchiale di Cantalupa per la prima presentazione del romanzo di Piero Righero “La bruma sul Po”, edito da Marcovalerio.

Oltre all’autore, sono intervenuti il Vescovo di Pinerolo e  l’editore Marco Civra. La serata, moderata da Miriam Paschetta, coordinatrice della biblioteca di Cantalupa, è stata animata dalle letture di Carlin Porta e da alcune esecuzione al pianoforte del giovanissimo  Stefano Righero.

Il protagonista del romanzo, che inaugura la collana Terre d’Acaia, dedicata al territorio pinerolese, è l’anziano Pinot.  Un uomo di cui tutti si sono dimenticati. Un vecchio che aspetta un amico sulle sponde del Po.

Pinot è un pescatore solitario. Una vita messa in disparte. Un fiore appassito e, allo stesso tempo, un germoglio che cerca la sua ultima primavera per sbocciare ancora una volta. Un’esistenza semplice. Al limite della sopravvivenza. Dura ma non infelice. «Ho novant’anni, sono vecchio, è ora che tiri i remi in barca come si dice, ma sono contento perché i remi li abbiamo ancora adoperati e li adopereremo ancora». Per andare a pesca sul Po.

Questo è Pinot il protagonista dell’opera prima di Piero Righero.  Una storia di tutti quelli che per anni si sono svegliati guardando al profilo del Monviso ma con solide e fertili zolle sotto i piedi. Un romanzo che profuma di lavoro vero, quello fatto a mano con sapienza e pazienza. Senza fretta. Perfino con amore. L’amore benedettino dell’oraetlabora.

Quello di Piero è un linguaggio diretto, quasi una traduzione dal piemontese dove le espressioni dialettali del lessico contadino sono immagini vive di un mondo ormai scomparso. «Il nonno allevava anche i lamprè. Adesso, come hai visto, di stagni ce n’è solo più uno ma allora ce n’erano tre, tutti collegati tra loro con l’acqua della sorgente. Quando era stagione gli stagni erano pieni di lamprè. Vedevi solo cose nere che si muovevano. I lamprè li vendeva alle trattorie qui attorno e mi diceva che a volte venivano da Torino a comprarli e gli dicevano: questi sono per il Re. Non so se era vero».

Il Po non dimentica tutte queste vecchie storie. Se le porta dentro la pancia. Le avvolge nella bruma per proteggerle dall’oblio. «Subito è solo uno strato sottile a pochi centimetri sopra il livello dell’acqua poi piano piano, si diffonde sempre di più e avvolge ogni cosa. Tutto attorno è uguale, ovattato e silenzioso. Non si vede nemmeno più l’acqua».

“La bruma sul Po” racconta un paesaggio noto con occhi nuovi e incantati. Quasi naive. E lentamente commuove.

 

Piero Righero, La bruma sul Po, Marcovalerio edizioni, € 12.00