Continua la costruzione di un “ponte” nel nome di Dino Pogolotti tra Giaveno e il municipio di Marianao a l’Avana. Lo scorso 23 febbraio, il coordinatore regionale dell’associazione nazionale di Amicizia Italia-Cuba, Piercarlo Porporato, ha ricoperto il ruolo informale di “ambasciatore” per conto di Giaveno, del circolo locale dedicato a Pogolotti e del Museo Regionale dell’Emigrazione dei Piemontesi nel Mondo di Frossasco. Ha infatti portato con sé nel viaggio oltre oceano due lettere di saluti, la prima da Giaveno a firma del sindaco Carlo Giacone e dell’assessore ai gemellaggi Marilena Barone, mentre la seconda a firma del presidente del museo Giorgio D’Aleo.
È stata Acela Caner Roman, delegata e membro non professionale del comitato esecutivo municipale del Poder Popular del municipio, nonché amica di Giaveno, in visita lo scorso 7 maggio in occasione della nascita del circolo, a favorire l’incontro tra Porporato e l’amministrazione del municipio habanero: Yaline Cruz, vicepresidente del Poder Popular e Dayamí Castro Reyes, funzionaria per la collaborazione internazionale.
Entrambe le lettere evidenziano l’intenzione da parte della città di Giaveno e del Museo di continuare a portare avanti un lavoro di approfondimento in sinergia con l’Avana sulla figura di Dino Pogolotti, oggi più che mai duplice simbolo: da un lato della Cuba che dal punto di vista economico si apre agli investimenti stranieri, benché in settori strategici e con modalità ben definite dallo stato; dal verso europeo segno di un’emigrazione che va ad arricchire il territorio di arrivo. Infatti nella capitale cubana sorge un barrio, quartiere operario, più che centenario, progettato proprio dal giavenese Pogolotti agli inizi del Novecento. L’idea guidava la costruzione di una comunità autonoma che puntasse all’efficienza degli spazi (infatti tutte le case condividono un muro) e alla crescita dell’essere umano: allora era dotato di un centro sportivo (presente ancora oggi e molto attivo), di una piscina (ancora un ritrovo, seppur senz’acqua), di un sistema idrico di prim’ordine (rappresentato dal simbolo del barrio, una cisterna), di un panificio e anche di un teatro sostituito come centro culturale dal Taller de Transformación Integra in cui opera Acela Caner.
«Sono contento del lavoro che il circolo giavenese e la nostra associazione stanno portando avanti attorno alla figura di un illustre personaggio come Dino Pogolotti – commenta Porporato – inoltre la disponibilità all’ascolto verso la nostra realtà dimostrato da Giaveno e da Marianao è un bel segnale di amicizia tra i due popoli».

Luca V. Calcagno

C’era un italiano in argentina…
Venerdì 7 aprile il Museo Regionale dell’Emigrazione dei Piemontesi nel Mondo, organizza la presentazione del libro di Claudio Martino e Paolo Pedrini, dal titolo “C’era un italiano in Argentina…”. L’evento, che inizierà alle 20:30, avrà luogo presso la sede del Museo (piazza Donatori di Sangue 1, Frossasco).
Dopo più di cent’anni torna alla ribalta un personaggio, l’architetto piemontese Vittorio Meano, autore del teatro Colón, del palazzo del Congresso a Buenos Aires e della sede del parlamento a Montevideo. Grandioso artista dall’enorme talento fin qui avvolto nel mistero, a cominciare dall’assassinio avvenuto all’apice della sua carriera, a soli 44 anni. Il volume, che in alcune parti riveste i caratteri dell’inchiesta e a tratti assume quasi i contorni del noir, ne ricostruisce la vita grazie a un’accurata indagine che ha consentito di ripercorrere la parabola di Meano, dalla nascita a Gravere all’infanzia a Susa, dagli studi a Pinerolo alla giovinezza torinese, dalla traversata verso il Nuovo Continente al percorso compiuto nella capitale platense, per concludersi facendo chiarezza sull’omicidio e sui relativi retroscena.
Introduce la serata il presidente del comitato di gestione del Museo, Giorgio d’Aleo. Interverranno gli autori Claudio Martino e Paolo Pedrini e con loro dialogherà il generale Piercorrado Meano (pronipote del protagonista di “C’era un italiano in Argentina…”), Nino Boeti (vicepresidente del Consiglio Regionale) e Bruna Bertolo (giornalista e scrittrice rivolese, autrice di numerosi libri di argomento storico tra cui “Storia della Valle di Susa dall’800 ai giorni nostri”, “Donne del Risorgimento” e “Prime… sebben che siamo donne”). Carlotta Colombatto, conservatrice del Museo, leggerà alcuni brani del libro. Nel corso dell’incontro verranno proiettate immagini della vita e delle opere di Vittorio Meano.
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