«Penso che gli impegni principali – spiega – siano stati rispettati. Quello più importante riguardava la scuola, e i lavori sono stati portati a termine nel rispetto dei tempi e delle spese. Sono state fatte ultimate anche altre opere importanti soprattutto legati all’urbanistica e la sicurezza dei cittadini con l’installazione di telecamere in varie zone del paese. Certo, c’è ancora del lavoro da fare. Rimane in piedi l’annoso problema di Villa Ninfea, da anni si Adriano Miglioparla di un abbattimento ma per varie ragioni non è ancora stata presa una decisione definitiva. Le soluzioni al vaglio sono quelli di spostare la tubatura e abbattere l’edificio, almeno in parte, oppure ristrutturarlo.

Un altro argomento molto importante ancora in itinere è la variante al piano regolatore che sta andando per le lunghe, perché abbiamo incluso i lavori alla cava in via San Secondo. Rimangono da completare alcune opere, come il ponte vicino a via Simondetti e marciapiedi vari. Il discorso purtroppo è sempre lo stesso: abbiamo da parte qualche soldo ma siamo vincolati dal patto di stabilità».

In sostanza, secondo Miglio, sono stati cinque anni soddisfacenti: «Sì, penso che il bilancio di questo mandato sia positivo, non ho grandi rammarichi. Una delle cose più positive di questa amministrazione è la capacità di dialogo con le varie associazioni di volontariato del paese. Anche con, nel rispetto dei ruoli, c’è stato e c’è tutt’ora un rapporto positivo».

Le liste da presentare alle amministrative di maggio non sono ancora state compilate, ma le probabilità che Miglio si ripresenti sono alte: «Ho annunciato al paese la mia disponibilità a candidarmi di nuovo (durante la messa di Natale, ndr) anche per smuovere un po’ la situazione nel nostro gruppo. Dopodiché ci siamo parlati, incontrati e stiamo decidendo. Il problema è che non sappiamo ancora quanti consiglieri. Comunque ho fatto qualche calcolo: con 2 assessori e 4 consiglieri in meno si risparmierebbero 1.500 euro lordi. Non un gran che, considerando anche che nelle piccole realtà come Osasco nessuno si candida per diventare ricco, ecco».

Nicolò Mosca